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mercoledì 28 dicembre 2016

Gioie e sapori - Sergio Oricci

Gioie e Sapori è un racconto lungo con grandi potenzialità, ma che si schianta molto rapidamente perdendo ogni fascino, forse anche per colpa della quarta di copertina che promette molto più splatter e orrore di quanto possa offrire davvero.

L'idea di partenza è classica e molto apprezzabile. Nel piccolo paese di Boccamare di Sotto apre una nuova pasticceria, con un cuoco inquietante che soddisfa i bisogni di ogni suo cliente, specialmente i bambini. Adesca gli abitanti uno a uno, li attira coinvolgendoli in un progetto globale in cui lui, carnefice, userò ognuno di essi e i suoi sentimenti e memorie in una ricetta epica.
Purtroppo lo sviluppo è troppo rapido, non c'è tempo di vivere l'avvicinamento del pasticcere al cuore del paese, non c'è modo di vederne i tentacoli allargarsi poco alla volta. I tempi del racconto sono troppo stretti per essere credibili.

I bambini poi, voce principale nella storia, non si comportano né parlano da bambini. Hanno otto anni ma scrivono lettere complesse ed elaborate sui loro sentimenti. Quando sono in pericolo non reagiscono da bambini. Se un loro compagno è ferito, non piangono in un angolo, gli danno degli antibiotici. Sono una parodia malriuscita degli adulti che potrebbero essere.
Se fossero bambini che agiscono da bambini, l'orrore sarebbe ancora più grande. Così rendono la narrazione così irreale da rendere persino lo splatter delle scene finali insulso.

Peccato, ci sono tante belle idee, ma servirebbe una riscrittura completa per renderle godibili e leggibili da un pubblico avvezzo al genere.

domenica 25 dicembre 2016

Necroniricon - Andrea Berneschi

“Necroniricon” è una raccolta di racconti inquadrabile nel genere horror, ma ricchissima di sfaccettature. Si va dal thrilling allo splatter umoristico, dal fantastico puro al fantahorror, dal dark fantasy al post-apocalittico, fino a raggiungere i territori cari all’horror concettuale. I racconti sono ambientati nel passato (specie nel Medioevo), nel presente (specie in Italia) e in un futuro che vi augurerete di non conoscere mai (specie quello di “Zona arida” e “Social Killer”).
Sul sito della casa editrice.

Finalmente posso attaccare gli acquisti fatti a Stranimondi, con il giusto ritardo.
Ho iniziato da questa raccolta di racconti, perché ormai sono assuefatto al formato e curiosando l'indice c'erano tanti titoli che mi attiravano e tanta microfiction.
I generi sono estremamente vari, non c'è una linea conduttrice nella raccolta. Niente macrotesto quindi ma ha il vantaggio di poter essere letto in ordine casuale seguendo l'ispirazione e il tempo a disposizione.
Ho adorato i racconti a tema zombie, con varie reinterpretazioni della classica apocalisse, tutte viste dal punto di vista dello zombie-vittima, in una società distopica senza umani, schiavo in fabbrica, tutte idee fresche.
I racconti storici non sono all'altezza e mancano di spessore, si sente che non sono completamente documentati.

Mi ha stupito moltissimo l'editing curato, quasi incriticabile oserei dire. Normalmente nelle piccole case editrici ho visto la tendenza a saltare la fase di editing come superflua e la qualità ne risente fortemente. I Sognatori sembrano aver trovato un compromesso a questa necessità di tagliare sui costi di produzione, coinvolgendo i loro autori in un sistema di editing alla pari. Il risultato è eccellente e (da lettore) non posso che esserne felice.