lunedì 26 marzo 2018

La città e il deserto - Alan Barclay

Se non sei cittadino cosciente, obbediente e benpensante, la Città a un certo punto ti richiama benevolmente all'ordine. Ma anche se tu ti ostini con impudenza nel tuo errore, la Città non ti punisce. La pena di morte è abolita, il carcere è un'istituzione crudele, barbara e superata. Perciò la Città si limita a indicarti cortesemente la porta: "Tanti saluti e stia bene, caro signore. Auguri." Dunque di che ti lamenti? E' vero che dietro la porta d'è il deserto di un pianeta sconosciuto. E' vero che dal deserto nessuno è mai tornato. Ma questi sono fatti tuoi, amico. La Città cosa c'entra?
 Urania 721, 24 aprile 1977

Hart è un polimatematico.
Non sappiamo da dove viene, non sappiamo nulla di lui, se non che viene cacciato dalla Città. L'unica città umana su un pianeta antico e spento, antichissimo, consumato dal tempo, un gigantesco deserto con pochissime oasi rimaste sugli antichi letti dei fiumi dove vivono pochi reietti umani insieme alla popolazione locale, i Khun, piccole creature simili a cani dall'intelligenza limitata.
Il libro racconta il lungo piano di Hart per creare una società sostenibile nel deserto, facendo lavorare insieme uomini e Khun usando le risorse del pianeta, e solo quelle, in modo da renderli indipendenti dai rifornimenti via astronave.
hart introduce invenzioni e innovazioni, poco alla volta. Navi per veleggiare nel deserto e permettere una cooperazione tra oasi, armi costruite col legno delle piante locali, sistemi di irrigazione. Gli umani hanno idee e progettano, i Khun hanno le tecniche e la manualità necessarie per metterle in pratica. In parallelo la città inizia una crociata per distruggerli, simbolo di un'eresia che non può accettare. L'esilio nel deserto è la punizione tradizionale per ogni crimine, una condanna a morte, o peggio, a una vita di stenti, ma una società prosperosa nel deserto rischia di minare il suo intero sistema giudiziario.
Su grande scala, è una lotta tra una società religiosa e decadente, ostile al cambiamento, e una società razionale e aperta all'integrazione, perché è solo la cooperazione tra razze che permette di prosperare nel deserto.
La città e il deserto è un romanzo molto semplice, con lunghe digressioni filosofiche o riflessive, su quali sono i limiti morali da imporsi per sopravvivere, per difendersi, con un assortimento di personaggi diversi tra loro come ideali e potenzialità, che si scontrano e sfruttano queste loro divergenze per avere la meglio contro avversità umane e naturali.
Barclay ha scritto pochi romanzi e forse non ha avuto un grande impatto sulla fantascienza, ma sono contento di questa lettura, che racconta una storia solida con grandi messaggi ecologici e sociali ben intessuti nella sua narrativa.

giovedì 22 febbraio 2018

Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen






Ho delle grosse lacune sulla letteratura classica, soprattutto quella inglese. Così complice il marketing di google play che vuole promuovere gli audiolibri, ho comprato quello di Orgoglio e Pregiudizio della Emons Edizioni, letto da Paola Cortellesi.

Non sapevo cosa aspettarmi, avevo un'idea vaga della storia, romantica, sentimenti, cortesie.
Non mi era neppure chiaro chi fosse la protagonista della storia, dal principio. La narrazione oscillava da una sorella all'altra, c'erano diversi interessi e non si fermava su una coppia specifica. È stato particolare leggere un romanzo di inizio ottocento così famoso senza aver avuto spoiler di alcun genere, e sono felice di averlo potuto fare.

Mi ha stupito piacevolmente lo stile, con dei dialoghi artificiali e innaturali in maniera studiata e controllata, che normalmente mi avrebbero disturbato e fatto interrompere subito la lettura, ma funzionavano stranamente bene in questo ambiente sociale medio-alto dove tutto è artificiale come i suoi dialoghi, dove ogni visita, ogni pasto, ogni lettera sono regolati da etichetta e costumi.
Le regole del gioco che seguono i personaggi di Orgoglio e Pregiudizio sono rigidissime, e proprio dove le regole sono così strette, è necessario giocare ogni angolo possibile per piegarle e adattarle al proprio volere, per ottenere qualcosa di più in campo sentimentale, economico o della propria felicità.

Bocciata la lettura di Paola Cortellesi. Troppo caricaturali le voci dei personaggi che vuole far passare come negativi. Orrenda la madre, orrendo William Collins e la sua risata porcina e debosciata inserita troppo spesso in delle battute neutre. Preferisco una lettura più neutra e meno interpretata. Non ho bisogno di qualcuno che mi dica cosa pensare di un personaggio, quel che dice e fa deve essere sufficiente.

lunedì 5 febbraio 2018

24:00:00. Una commedia romantica sulla fine del mondo - Federico Guerri

Improvvisamente, come fosse uno schermo, nel cielo appare un'enorme scritta 24:00:00. È visibile in ogni parte del mondo. 23.59.59. Basta un giro di telefonate, una serie di controlli con le agenzie pubblicitarie, una rapida consultazione tra potenti o utenti Youtube, per capire che non è proiettata da terra né da un satellite né, apparentemente, da altrove. 23.59.58. Un conto alla rovescia nel cielo. Verso cosa? Il romanzo è ambientato nell'arco di 24 ore e fa incrociare le storie di undici personaggi in sette angoli diversi di un pianeta il cui punto più lontano da te è a 22 ore di aereo o alla distanza di un clic - se hai una connessione Internet. Cosa accadrà allo 00:00:00? Com'è nato il countdown e perché? Salvare il mondo significa raccontarlo.
Ammetto di avere dei pregiudizi sui libri italiani. C'è qualcosa che mi disturba nello stile degli autori italiani moderni, un senso di autocompiacimento, un roteamento di calici di vino sovradimensionati che porta a sopravvalutare la lunghezza della propria penna-pene.
Eppure 24 si merita un calice ancora più grande da roteare, perché è un romanzo diverso, strano, che mi ha sorpreso in più modi di quanto credessi possibile.
Le premesse sono quelle della quarta di copertina, un conto alla rovescia nel cielo, il mondo che non sa nulla del suo significato. È un writing prompt portato all'estremo, sviluppato fino a tesserci attorno delle storie dall'aria slegata che poco a poco si compongono, intrecciano e diventano reciprocamente rilevanti.
Si leggono come tanti racconti da poche pagine, ma allo stesso tempo costruiscono qualcosa di più grande. È l'apoteosi del personaggio perduto in un mondo più grande di lui, che non ha rilevanza in questo mondo ma non ne è neppure succube (rotea il calice di vino). Il risultato è reale, surreale ed avvincente.
Uscirete dalla lettura di 24:00:00 con un attaccamento ai personaggi che lo vivono, ognuno prenderà vita in maniera violenta. Non sono bassorilievi, sono sculture.

Buona lettura.

venerdì 29 dicembre 2017

Apocalisse Peluche - Carlton Mellick III

 Apocalisse Peluche (Vaporteppa Vol. 14), di Carlton Mellick III
La guerra tra i giocattoli e gli umani è giunta al termine.
E hanno vinto i giocattoli.

Peluche, bambole e soldatini dotati di intelligenza artificiale non ne potevano più di venire maltrattati da bambini viziati e distrutti al minimo accenno di ribellione. Senza libertà, senza diritti, senza una speranza per il futuro, la loro unica possibilità di salvezza era di sterminare gli umani. Iniziò la rivolta.
[...]
 Se mi avessero detto a inizio 2017 che il miglio romanzo (breve) che avrei letto durante l'anno sarebbe stata una storia ambientato in un futuro postapocalittico dove la società è crollata per via di peluche intelligenti, non gli avrei creduto.
Invece Apocalisse Peluche si legge senza interruzioni, la storia di Julie, trasformata in panda con la chirurgia per infiltrarsi nella società dei peluche, avvince davvero e mi sono trovato a leggere di un un peluche coniglio ninja che bacia in una scena strappalacrime un orso stupratore dai denti d'acciaio, suo amante segreto, mi sono trovato a tremare per degli orsetti del cuore così feroci da far paura ai giocattoli stessi, mi sono trovato completamente calato in una ambientazione coerentemente bizzarra.

Bizzarra come la Bizzarro Fiction che ho scoperto nel saggio "Introduzione alla Bizarro Fiction" di Chiara Gamberetta aggiunto in fondo all'ebook e molto apprezzato, che mi ha fornito una buona lista di classici Bizzarro da cercare e leggere per riempire questa mia lacuna che necessita di essere colmata.

giovedì 14 dicembre 2017

La strana biblioteca - Haruki Murakami




Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.

Siamo in campo commerciale, Murakami va di moda? Seguamo il "modello Vitali", iniziamo a fargli sfornare racconti pubblicandoli singolarmente, tanto il nome vende.
Neanche le ottime illustraizoni di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, riescono a salvare questo librino.
Ci sono le atmosfere di Murakami, le fanciulle oniriche che salvano il protagonista, l'uomo pecora, dei cattivi dalle motivazioni vaghe quanto minacciose, ma la storia? No, non c'è neanche un tentativo di dare un senso a quel che succede. Possiamo metterci tutti i simbolismi e significati nascosti che vogliamo, ma sarebbe mentire a noi stessi pur di giustificare il nostro autore beniamino.
Ragazzino va in biblioteca a chiedere della raccolta nelle imposte nell'impero bizantino, ragazzino viene chiuso in una cella a leggere sull'argomento, il cattivo berrà il suo cervello, l'uomo pecora gli porta ciambelle, la ragazza misteriosa cibo di lusso. Scappano tutti insieme, trovano il cattivo, un incubo d'infanzia e la ragazza-merlo che lo salva. Fine.
Un paragafo finale ambiguo, non è chiaro se sia parte della storia o una dedica, ci fa pensare che sia dedicato alla memoria della madre di Murakami, magari c'è un'esperienza personale o qualcosa di ermetico che ci sfugge, ma no, aspetterò i romanzi dove almeno posso fingere che ci sia un senso dietro alle storie di Murakami e bearmi nelle speculazioni.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il segreto dei maghi - Trudi Canavan

Da quando ha assistito alla morte di un uomo per mano del Sommo Lord, Sonea vive giorni di angoscia. E non le è certo di consolazione aver finalmente conquistato la fiducia e il rispetto degli altri novizi grazie alle sue eccezionali capacità magiche. Infatti Akkarin non solo le ha rivelato che una minaccia mortale aleggia sulla Corporazione e sulla città di Imardin, ma le ha anche mostrato alcuni antichi tomi, in cui viene chiarito il motivo per cui la magia nera è stata bandita: molto tempo addietro, uno dei novizi l'aveva usata contro gli altri maghi della Corporazione, e l'esito era stato drammatico. Sonea è confusa; il Sommo Lord l'ha resa partecipe di quei segreti perché è in ansia per il destino della regione di Kyralia o perché vuole servirsi di lei per i suoi oscuri piani? Poi uno schiavo della vicina Sachaka confessa alla ragazza di essere una spia, incaricata di scoprire i punti deboli della Corporazione, e allora Sonea, abbandonato ogni indugio, comprende che, se dovesse succedere qualcosa ad Akkarin, nessun altro potrebbe contrastare i maghi di Sachaka. A meno che pure lei non venga iniziata ai misteri della magia nera... 
Il terzo volume della trilogia è probabilmente il peggiore, tutti i difetti precedenti tornano insieme in concerto per roviare un'esperienza che poteva essere davvero grandiosa.

Le trame secondarie che prima servivano da supporto alla storia di Sonea, svelando retroscena sui viaggi e le scoperte del Sommo Lord, ora vengono portate avanti senza una ragione, perché ormai hai i personaggi in giro e non li puoi abbandonare. La storia gay di Dannyl ha stancato, abbiamo capito che i maghi sono omofobi e diventa un po' trita. Lo vediamo tornare al momento opportuno per la battaglia finale, ma neppure lì le due storie riescono a riconnettersi davvero.

Ceryni che aveva un suo ruolo nel primo volume, era quasi sparito nel secondo, ora torna importante. Purtroppo non sa nulla, non è stato integrato nella trama principale, e la soluzione è assegnargli Savara, un personaggio Tinca, una maga nemica prima di spessore e motivazioni che vuole aiutarli a combattere e il cui unico scopo è fornire informazioni quando serve senza doverle motivare in modo complesso. Non interagirà mai con nessuno degli attori principali venendo dimenticata nel finale.

Le cotte di Sonea. Si poteva evitare di farla innamorare di Akkarim? Forse sì, è cliché, rovina la preparazione e il distacco con il figlio di Rothen, preparato con tanta cura. Serve per rendere più interessanti i capitoli dell'esilio dandoci qualcosa di più di sassi sabbia rocce e fughe a cui badare, e per drammatizzare il finale in cui sono tutti in pericolo di vita.

Wordbuilding. Era stata tanto accurata la costruzione sociale e storica di Imardin, che per contrasto i nemici sono piatti. Sono cattivi, usano la magia ma non tutta, ci sono sabbia, deserto e schiavitù. Sono dei cattivi bidimensionali e un po' ottusi sia nel raccogliere informazioni (mandando assassini nella città nemica? Niente di più vistoso?) sia nel pianificare le battaglie.

Deludente. Non abbastanza da non farmi proseguire la saga con prequel e trilogia successiva, però. Poteva essere molto peggio ma poteva anche essere molto meglio.

lunedì 23 ottobre 2017

La morte di Ivan Il'ič - Lev Nikolaevič Tolstoj

Recensisco questo racconto per "completezza", perché l'ho ascoltato, l'ho apprezzato nel mio modo superficiale da lettore che pensa più all'intattenimento che alla riflessione, ma non potrei aggiungere nulla a chi l'ha letto, masticato, analizzato e sputato in passato.

Il racconto è esattamente quel che dichiara, la storia della morte di Ivan Il'ič, uomo decoroso, che conduce una vita decorosa, a volte infelice a volte tollerabile, e che avvicinandosi alla sua fine riflette su se stesso, sulla sua famiglia, sul senso dell'esistenza avvicinandosi (e forse raggiungendo) un'epifania personale.
Tutto questo mentre lascia indietro amici e conoscenti che incontriamo nella scena di apertura al suo funerale, uguali all'Ivan Il'ič passato, con come unico interesse le carte e il gioco.

Decoro è la parola chiave attorno a cui ruota tutta la vita di Ivan Il'ič, decoro in ogni sua forma e sfumatura. Il decoro è il grande ostacolo che si frappone tra quel che ha e la felicità. Il rapporto con Gerasim, fatto di compassione disinteressata, rappresenta un crollo del decoro come l'ha inteso per tutta la vita, il punto di svolta.