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giovedì 6 agosto 2015

The Invention of Hugo Cabret - Brian Selznick

Hugo Cabret è il libro d'esordio di Selznick, il primo in cui propone la sua tecnica mista, che non è fumetto, non è graphic novel, non è un libro illustrato, ma un misto in cui le immagini, senza testo, raccontano tanto quanto le parole.

La stanza delle meraviglie (Wonderstruck) usava questa tecnica meravigliosamente per raccontarci il mondo vissuto da un ragazzo sordo, le scene mute con passi e rumori che non vengono vissuti se non indirettamente erano perfetti a questo scopo. In Hugo Cabret l'effetto è molto simile, ma crea una atmosfera da film muto, un sogno in cui le pagine di testo non sono altro che degli intertitoli che ci raccontano quel che non può essere mostrato.

L'ispirazione principale per il racconto è la vita di Georges Méliès, pioniere della fantascienza nel cinema muto, rovinato dalla guerra, temporaneamente dimenticato e costretto a lavorare in una bottega di giochi e dolci nella stazione di Montparnasse. Hugo possiede un automa costruito da Méliès nella sua carriera da prestigiatore, e nel ripararlo scopre il suo passato, riportandolo nell'ambiente cinematografico a riprendere il posto che gli spetta.

L'adattamento di Scorsese, visto prima della lettura, è all'altezza del racconto. Si perde la sensazione del film muto ma l'atmosfera e i ritmi della storia sono perfetti, sono sicuro che da una visione/lettura in parallelo si potrebbero quasi distinguere nel film i brani scritti da quelli disegnati con grande chiarezza!

domenica 15 giugno 2014

Parola di strega - Terence Blacker

Parola di Strega, journal.

Cercando informazioni su questa serie di libri scritta di Terence Blacker, scopro che questo è il nono libro della serie. Il quarto nell'ordine di pubblicazione in Italia, perché insomma, siamo in Italia e sarebbe troppo pretendere di trattare seriamente i libri per bambini.

La storia è molto semplice, vogliono chiudere San Barnaba la scuola dei nostri protagonisti, che devono inventare un piano per impedirlo (la loro è una bella scuola), con l'aiuto della signorina Incantesimi (Ms Wiz), che in una delle tappe precedenti ha però rinunciato alla magia per avere una famiglia, dei figli e degli hobby noiosi. Una chiara metafora per "ha deciso di diventare adulta, noiosa e seria. E magari di comprare un camper".

Lo stile delle illustrazioni di Tony Ross, poi, è talmente radicato nel mio stereotipo di "libro per bambini che merita di essere letto" che sono sicuro faccia guadagnare almeno un paio di voti grazie all'effetto nostalgico che ha!

Se trovassi in blocco tutti i volumi della serie, magari in ebook, li leggerei con piacere, per approfondire dei personaggi che sembrano ben scolpiti, seppur complicati da inquadrare in un racconto così breve.

lunedì 14 aprile 2014

La stanza delle meraviglie, Brian Selznick

La Stanza delle Meraviglie è un libro per bambini che suggerirei a tutti gli adulti.

Il tema è sensibile, parla della sordità e di come un bambino può affrontarla, come vede il mondo e come può interagire con le altre persone.

Ben ha perso la madre ed ora vive con i suoi zii. A causa di un fulmine perde l'udito e si sente sempre più isolato; mentre è in ospedale decide di partire per New York alla sua ricerca, sperando di trovare ancora una traccia da seguire dopo così tanti anni. Questa storia ci viene raccontata.

Ci viene invece narrata per immagini una storia parallela, simile ma diversa in maniera sottile. La storia di Rose, ambientata cinquana anni prima. Rose è anche lei sorda, e fugge verso New York alla ricerca della madre, una stella del teatro, di cui sente la mancanza. Le due storie si uniscono in un finale non del tutto imprevisto, ma che nulla toglie al piacere della lettura.

Ho trovato incredibilmente elegante la simmetria tra queste due storie, sia dove procedevano in parallelo, sia dove divergevano, mettendo in risalto le differenze molto più che a raccontarle semplicemente.

È impressionante e ben studiata la narrazione per immagini, c'è un grande silenzio nei disegni a matita che ci raccontano di Rose. Sentiamo esattamente quello che sente Rose, quello che sperimenta del mondo, cosa la spaventa perché non ha modo di capire.
Le scene sono incredibilmente cinematografiche, zoomano lentamente o ci mostrano proprio il dettaglio necessario a creare una certa atmosfera. Non per nulla uno dei temi trattati è l'introduzione del sonoro nei cinema, che ha portato ad un maggior isolamento delle comunità di non udenti.

Nelle recensioni che ho letto di La Stanza delle Meraviglie viene paragonato a Hugo Cabret, e perde sempre, al confronto. Questo vuol dire che dovrò assolutamente leggere altri libri di Brian Selznick.
(Tranne nel Paese dei Mostri Selvaggi, lo strazio del film mi rende diffidente, anche se sono consapevole che non si può imputare ad uno scrittore uno scempio in pellicola...)