domenica 15 agosto 2021
domenica 16 maggio 2021
Quoziente 1000 - Paul Anderson
Urania 108, 8 dicembre 1955
Urania 677, 17 agosto 1975
Un concept splendido: cosa succederebbe alla società se il quoziente intellettivo di tutti sulla terra, persone e animali, si alzasse improvvisamente? (Non per tutti alla stessa maniera come suggerisce la quarta di copertina, ma proporzionalmente all'intelligenza originale).
Un concept splendido che viene però affrontato in maniera poco soddisfacente e frammentata. Mi sono distratto molte volte leggendo per via di sottostorie aperte e dimenticate, personaggi abbandonati, situazioni che non vedevo l'ora di veder esplorate che si perdevano in una matassa indefinita.
Invece non esploriamo il lato umano delle fattorie gestite con l'aiuto degli animali stessi e i dilemmi etici che si portano, non esploriamo il lato spaziale delle nuove frontiere della scienza che analizza il fenomeno che aveva fin'ora inibito l'intelligenza sulla terra, non esploriamo tutte quelle nuove forme di comunicazione e interazione ad alta intelligenza che in mano a un autore più focalizzato sulla costruzione di mondi avrebbero potuto essere grandiose.
domenica 28 ottobre 2018
Astroincendio doloso - Harry Harrison, Gordon R. Dickson
Esplosione. Incendio. Il transatlantico spaziale è in fiamme. Sull'astroscialuppa di salvataggio duecento uomini di bassa casta e una dozzina di Nareth dell'equipaggio "vogano verso la terraferma". Ma il punto non è di sapere se il carburante sarà sufficiente, se i viveri basteranno, se la rotta è quella giusta... Il punto è di sapere se - come pare - l'incendio che ha distrutto l'astronave è stato provocato intenzionalmente da qualcuno, e se questo "qualcuno" è tra i superstiti... Il thriller che segue porta due firme prestigiose che ci garantiscono uno scioglimento all'altezza della... catastrofe iniziale.Urania 727, 17 luglio 1977
Nonostante sia tra i miei autori preferiti, una garanzia sempre, Astroincendio doloso è un Harry Harrison deludente. Forse essendo una collaborazione il suo stile eclettico si è diluito e perso, forse il suo nome è primo, ma ha avuto un ruolo secondario o solo di consulto nella collaborazione.
L'ambientazione è graziosa, i Narith sono una specie aliena la cui religione li spinge a volare nello spazio, a cercare la morte nello spazio in maniera eroica. Viaggiano quindi in navi obsolescenti e pericolose, non cercando attivamente la morte ma non fanno molto per prevenirla.
I Narith hanno trovato negli umani un alleato potente che permette loro di viaggiare di più, di esplorare lo spazio grazie alla manodopera umana in cambio della loro tecnologia avanzata.
Allo stesso tempo la civiltà umana si è divisa in tre caste, i blasonati che sono la nobiltà dirigente, i lavoratori e una sottoclasse ingegnerizzata per essere meno intelligente, da usare per i lavori duri, spesso sulle colonie.
Una nave Narith esplode e su una scialuppa di salvataggio si trovano un Narith e otto umani, di cui uno solo blasonato, che si trova in un ruolo chiave, ad interagire con un membro della polizia galattica, membri della resistenza tra i lavoratori (che lui stesso aveva contribuito a creare in gioventù) e uno degli umani ingegnerizzati che si rivela più sensibile e umano del previsto.
Il romanzo è una palese metafora della civiltà umana, anche i Narith così distanti dal pensare comune hanno un loro equivalente nell'elite della scienza che fatica così tanto a comunicare con la popolazione ed è alienata e incompresa nel suo progredire. Non brilla, non ci sono grossi colpi di scena, non c'è molta tensione. Astroincendio doloso è un'operetta morale ambientata nello spazio in cui tutti i tasselli si muovono nel modo giusto per ottenere l'insegnamento previsto.
domenica 21 ottobre 2018
La pietra sincronica - Jonathan Fast
Una signora stava raccontando a C. G. Jung, il grande psicologo dell'inconscio, di aver sognato uno scarabeo d'oro; nello stesso momento un grande scarabeo dorato venne a sbattere contro i vetri della finestra. Su questa e altre manifestazioni di misteriosa "sincronicità" Jung fonda una sua astrusa (astrusa?) teoria, connessa per un verso con lo Yoga e le filosofie orientali, per un altro con la "pietra filosofale" degli alchimisti, e per un altro ancora con le idee di un suo illustre paziente ed amico, il Premio Nobel per la fisica Wolfgang Pauli. Jonathan Fast - un astro nascente della FS americana - ha ristudiato per conto suo i fenomeni della "sincronicità" e ne ha tratto un romanzo sorprendente, tutto spettacolare e d'azione, che porta la teoria di Jung alle sue ultime e fantastiche (fantastiche?) conseguenze.
Urania 742, 12 febbraio 1978
Premetto che Jung non c'entra molto con questo romanzo, e come sempre le quarte di copertina di Urania si dimostrano solo vagamente attinenti al contenuto.
La storia si legge bene, scorre, le avventure sono tante e molto variegate nello stile di una fantascienza decisamente più vecchia e che apprezzo, dove appena uscito da un problema il protagonista si trova calato in una complicazione completamente diversa, con esperienza, equipaggiamento e amicizie che aumentano e si accumulano col passare delle pagine. Fast ci aggiunge una linea conduttrice che però non fa completamente il suo dovere.
Il protagonista, auto-vendutosi in schiavitù su un asteroide minerario dove deve ripagarsi la libertà fugge, e il suo primo scalo nella fuga è un pianeta di alieni-serpente che hanno scelto la spiritualità alla tecnologia. Sono stati ovviamente schiacciati e distrutti dall'ordine economico che regge la galassia, l'ultracapitalismo. Da quel momento una mano invisibile del destino lo spinge verso la realizzazione di una profezia, guidandolo verso un'antica religione di cui lui è il profeta. Questo destino riesce a legare insieme tutte le avventure dall'aria sconnessa, ma è comunque un modo per barare e non creare una storia coesa. Tutto può succedere, e quel che non ha senso in realtà ha senso perché era destino, perché era stato predetto.
Il messaggio è buono, la tecnologia schiaccia l'animo umano, viaggiate per il cosmo su scale d'oro, ma alla fine del libro resta una brutta sensazione per come ogni pezzo del puzzle torna insieme non perché si incastra graziosamente ma perché viene martellato al suo posto.
sabato 22 settembre 2018
Un insopportabile ronzio - R. L. Stine
Dalle prime letture d'infanzia non ricordavo ci fossero storie nei Piccoli Brividi con dei buchi di trama così grossi come in questo caso. In tutte le altre riletture, anche se ci sono delle forzature, adulti irragionevoli oltre misura, comportamenti inspiegabili ed esasperati, non c'erano dei veri e propri problemi.
Qua la storia non si regge.
Il protagonista ha paura delle api ed è bullizzato. Trova un volantino in cui gli offrono uno scambio di corpo. Lui va nel corpo di un ragazzo popolare per fargli dei test di matematica e in cambio si gode il momento. Accetta.
Ovviamente finisce nel corpo di un'ape e inizia un'ordalia in cui deve lottare contro al gatto, al vicino apicultore. Contatta la responsabile per lo scambio, riesce persino a parlarle grazie a un microfono. Cosa fa lei? Gli dice "peccato, all'altro tizio piace il tuo corpo, se lo tiene". E lo abbandona. Senza neanche metterlo in una scatola. Senza neanche offrirgli uno scambio per metterlo nel corpo dell'altro ragazzo, a cui già era destinato e che ora se ne va in giro con un cervello da ape a sniffare i fiori.
Torna nel suo corpo e non ci viene spiegato perché. Perde i sensi e tutto è tornato normale. Pensavo si giocasse la carta "era tutto un sogno e ora ha imparato che la sua vita era bella, aveva una fantastica famiglia e avere paura delle api era stupido", e invece no! Reincontra il ragazzo dello scambio, parlano dell'accaduto e lui si scusa. Tutto era successo davvero e non sappiamo come si sia risolto il problema su cui si regge la storia.
Terribile.
domenica 22 aprile 2018
I cacciatori - Burt Wetanson e Thomas Hoobler
Gli Ufo sono "buoni" o "cattivi"? Non ne abbiamo idea, ma è un fatto che in FS la scontata bontà, saggezza e lungimiranza degli inviati extraterrestri sul nostro pianeta ha cominciato tremendamente a stufare. Pace e bene! proclamano invariabilmente i nobili alieni prima ancora di mettere piede a terra. Dopodiché la storia si risolve in una gran predica e gli alieni si rivelano per ciò che sono in realtà: non degli esseri viventi ma una pura astrazione, un'incarnazione edificante dell'ONU o dello "stato assistenziale". Gli autori di questo realistico e sconvolgente romanzo in cui un Ufo atterra in una sperduta località del Montana, hanno finalmente provveduto a rimettere a posto le cose. Pace e bene! proclamano anche qui gli alieni al loro arrivo, ben sapendo che gli Umani ci cascheranno in pieno. Ma la mattina dopo...Urania 911, 7 febbraio 1982.
I Cacciatori è la storia di Alien. Quasi alla lettera.
Una razza aliena si diverte a cacciare specie intelligenti ma non troppo, come i terrestri. Capaci di mettere su un po' di sana resistenza, una sfida, ma non abbastanza sviluppati da essere minacciosi.
Ovviamente, prima liberano "i cani da caccia" per raccoglierli, nella forma di miraggi che arruolano una varietà di personaggi in un paesino, facendo leva sugli istinti e desideri più disparati. Si mostrano agli anziani come uomini distinti e rassicuranti, all'unico nero del paese come neri africani tradizionali, alle persone religiose come uomini di fede. A tutti promettono redenzione, un futuro, grandi gioie, li portano sul terreno di caccia.
Purtroppo gli scout del gruppo di cacciatori, turisti incapaci di qualsiasi discipina, hanno commesso un errore e hanno sottovalutato le capacità dei terrestri, se messi alle strette.
Il romanzo è una lotta su due livelli. La lotta esplicita tra alieni e umani, dove i ruoli di cacciatore e preda si invertono più volte, e la lotta tra umano e bestia, dove gli umani lottano con loro stessi per riuscire dapprima ad accettare il loro ruolo di creatura inferiore, poi per fare la scelta nobile e non agire per pura vendetta.
La storia è decente, ma il libro si legge malissimo. Ci sono davvero tanti personaggi nel cast, e solo una parte sono caratterizzati in maniera incisiva. Gli altri si confondono in una nebulosità generica. Ricordo l'indiano, ricordo l'ubriacone, ricordo la famigliola con la fissazione del salvareil figlio, ma tutti gli altri si mischiano in un unico calderone, visto che non hanno obiettivi diversi e riconoscibili, ma tutti vengono mossi dalla stessa motivazione: salvare la pelle.
lunedì 26 marzo 2018
La città e il deserto - Alan Barclay
Se non sei cittadino cosciente, obbediente e benpensante, la Città a un certo punto ti richiama benevolmente all'ordine. Ma anche se tu ti ostini con impudenza nel tuo errore, la Città non ti punisce. La pena di morte è abolita, il carcere è un'istituzione crudele, barbara e superata. Perciò la Città si limita a indicarti cortesemente la porta: "Tanti saluti e stia bene, caro signore. Auguri." Dunque di che ti lamenti? E' vero che dietro la porta d'è il deserto di un pianeta sconosciuto. E' vero che dal deserto nessuno è mai tornato. Ma questi sono fatti tuoi, amico. La Città cosa c'entra?
Urania 721, 24 aprile 1977
Hart è un polimatematico.
Non sappiamo da dove viene, non sappiamo nulla di lui, se non che viene cacciato dalla Città. L'unica città umana su un pianeta antico e spento, antichissimo, consumato dal tempo, un gigantesco deserto con pochissime oasi rimaste sugli antichi letti dei fiumi dove vivono pochi reietti umani insieme alla popolazione locale, i Khun, piccole creature simili a cani dall'intelligenza limitata.
Il libro racconta il lungo piano di Hart per creare una società sostenibile nel deserto, facendo lavorare insieme uomini e Khun usando le risorse del pianeta, e solo quelle, in modo da renderli indipendenti dai rifornimenti via astronave.
Hart introduce invenzioni e innovazioni, poco alla volta. Navi per veleggiare nel deserto e permettere una cooperazione tra oasi, armi costruite col legno delle piante locali, sistemi di irrigazione. Gli umani hanno idee e progettano, i Khun hanno le tecniche e la manualità necessarie per metterle in pratica. In parallelo la città inizia una crociata per distruggerli, simbolo di un'eresia che non può accettare. L'esilio nel deserto è la punizione tradizionale per ogni crimine, una condanna a morte, o peggio, a una vita di stenti, ma una società prosperosa nel deserto rischia di minare il suo intero sistema giudiziario.
Su grande scala, è una lotta tra una società religiosa e decadente, ostile al cambiamento, e una società razionale e aperta all'integrazione, perché è solo la cooperazione tra razze che permette di prosperare nel deserto.
La città e il deserto è un romanzo molto semplice, con lunghe digressioni filosofiche o riflessive, su quali sono i limiti morali da imporsi per sopravvivere, per difendersi, con un assortimento di personaggi diversi tra loro come ideali e potenzialità, che si scontrano e sfruttano queste loro divergenze per avere la meglio contro avversità umane e naturali.
Barclay ha scritto pochi romanzi e forse non ha avuto un grande impatto sulla fantascienza, ma sono contento di questa lettura, che racconta una storia solida con grandi messaggi ecologici e sociali ben intessuti nella sua narrativa.
sabato 22 luglio 2017
Occhi nello spazio - Robert J. Sawyer
Ogni tanto torna di moda l’enigma dei dinosauri, esseri giganteschi dei quali fino a due secoli fa non si conosceva nemmeno l’esistenza (e dove la parte enigmatica riguarda la loro estinzione, avvenuta nel Cretaceo). Ma se non fossero scomparsi e si fossero semplicemente trasferiti su un altro pianeta? Non grazie alla loro limitata intelligenza, certo, ma aiutati e trasportati da una razza più sensibile ed evoluta… Ridotta la massa corporea e potenziata la mente, i tirannosauri avrebbero finito per sviluppare la paziente e sofisticata civiltà descritta in questo stupefacente romanzo. Nel quale un brillante scienziato – quello che potremmo considerare l’equivalente sauro di Galileo – deve convincere i suoi concittadini delle verità contenute negli ultimi sviluppi dell’astronomia. Anche perché ignorarle metterebbe in serio pericolo il mondo dei Quintaglio, rettili pensanti ma non senza pregiudizi.Urania 1664, Luglio 2017
Letteralmente "La storia di Galileo. Se fosse un dinosauro. E su un pianeta alieno".
Sawyer è stupendo nel creare mondi alieni, alieni non solo come estetica e abitanti, ma come tradizioni, religioni, costumi, struttura sociale e politica.
Dopo averlo visto all'opera nella trilogia dei Neanderthal nel creare una società Neanderthal-moderna di grande impatto, coerente e diversa da tutto quel che potessi immaginare, non credevo ci sarebbe riuscito, e invece mi ha stupito.
Mette in gioco dinamiche represse da predatore, i forti istinti territoriali di questi T-rex evoluti e costretti a vivere in città, sulle navi, in palazzi. Un istinto che viene represso solo grazie a rigidissime convenzioni sociali e alla religione. L'istinto aggressivo ha plasmato tutto sul pianeta dei Quintaglio, dai riti di maturità al sistema di governo, al controllo della popolazione.
Il romanzo parla di un "risveglio scientifico/astronomico" avuto da un giovane apprendista che, dotato di un prototipo di telescopio, si rende conto che la Dea che tutti adorano altro non è che un pianeta attorno a cui ruota il mondo dei Quintaglio, una semplice luna. Dover proporre un modello alternativo e contrario alla religione lo mette in una posizione scomoda, e la mano gli viene forzata quando l'antica religione basata sulla caccia lo riconosce come l'eletto di turno, il profeta che era stato annunciato.
La trama è notevole, il pellegrinaggio sull'altro lato della luna, la caccia, la storia personale di Afsan, la sua crescita man mano che si addentra nelle tradizioni della sua gente, ma è comunque un grande libro preparatorio alle storie che devono venire. Getta le basi per un'ambientazione più vasta e promettente.
Sawyer non racconta di un singolo personaggio. Sawyer racconta attraverso gli occhi del - pur attivo - protagonista, la storia di un'intera specie, di un intera società.
martedì 25 aprile 2017
Il pifferaio magico - danza macabra in undici quadri - Michael Ende
I cattivi sono i ricchi - preti, giudici, politici -, che vendono le loro anime e il loro paese per il denaro. Adorano un ributtante idolo topo che caca monete in un calice, e per ogni moneta produce un nuovo ratto portatore di malattie e pestilenza.
Così i ratti divorano il cibo di Hamelin, costringendo i ricchi a comprarne dall'esterno e rendendoli ancora più dipendenti dall'idolo ratto, in un circolo vizioso.
Il pifferaio che può allontanare i ratti è la loro salvezza da questa impasse, ma provano comunque a ingannarlo, non disposti a rinunciare alle infinite ricchezze dell'idolo.
Il pifferaio non rapisce i bambini in questa versione della storia: li porta lontani per salvarli dagli adulti del paese, incapaci di cambiare. Dona loro il suo flauto e la capacità di difendersi dai pericoli del denaro, prima di essere ucciso dalle milizie di Hamelin.
La storia è stupenda, piena di colori, di miseria e di emozioni. La traduzione italiana mi ha stupito moltissimo, rime, metrica, suoni, tutto è estremamente naturale negli undici quadri che raccontano questa storia.
Resterà con me a lungo l'immagine dell'idolo ratto dal corpo flaccido e marcio, coperto di piaghe e pustole e impiccato alla sua stessa coda, che ruota lentamente e caca a ogni giro uno zecchino d'oro in un calice.
martedì 27 dicembre 2016
Una stanza chiusa a chiave - Yukio Mishima
Kazuo è un burattino in una Tokyo postbellica confusa e caotica, dove le vite di tutti sono instradate su binari precisi e fissati dal proprio status, dalla propria famiglia, dal governo.
Non trova se stesso nelle persone che frequenta, nel lavoro. L'unico barlume di sé lo ritrova con una donna sposata con cui ha una relazione, nella stanza chiusa a chiave del titolo. Lei chiude a chiave la stanza e la trappola simbolica in cui lo chiude diventa la sua unica liberazione. Finché lei non muore, lasciandolo a gestire una strana relazione con la figlia di nove anni verso cui sviluppa un attaccamento e un'attrazione morbosa. La figlia vuole prendere il posto della madre, attivamente, vuole essere lei a chiudere a chiave quella porta.
Questa attrazione viene sublimata in una serie di sogni, o incubi, in cui nascono in città dei Bar dei Giuramenti dove i sadici possono esplorare le proprie perversioni peggiori, descritte in un dettaglio disturbante.
Questo racconto è di una brutalita e schiettezza sconcertante. Sono sicuro di aver perso almeno un paio di livelli di lettura, sicuramente quello di critica sociale alla società giapponese (il tema di inflazione e deflazione che tornano ossessivamente ogni paio di pagine), la "decomposizione" delle persone già da vive, ma il poco che mi è arrivato è sufficiente a farmi invidiare Mishima e il suo stile.
mercoledì 14 dicembre 2016
La figlia di Medusa - Priscilla Galloway
La protagonista, Dusa, è un'adolescente americana che viene rapita da due sorelle greche e portata in un'isola dell'Egeo, custodita da un giovane bellissimo di nome Perse. Là Dusa vivrà un'incredibile avventura, scoprendo di essere una "figlia" dell'antica, mitica Medusa, che le sue sorelle Gorgoni vogliono riportare in vita, riunendo la testa dai capelli serpentini al corpo dal quale è stata spiccata.Nel mondo sono sparse le Sognatrici di Serpenti. Sognano serpenti, li ascoltano, ne sono spaventate al punto di ammalarsi. Da sempre compaiono, ignorate o dimenticate dalla scienza ufficiale.
Dusa è una di loro, vive con sua madre ed è entusiasta di trovare due studiose, Teno e Yali, che riconoscono la sua malattia come reale e promettono una cura. Una cura lenta, difficile, che comporta un lungo isolamento in una clinica in Grecia, ma pur sempre una cura.
Dusa si trova a vivere in una Grecia ancora popolata da miti antichi, nascosti appena sotto la superficie.
Come abbiamo (facilmente) intuito, le sognatrici di serpenti sono mandate da Medusa stessa, sono i suoi serpenti che parlano nei sogni, mandando messaggi nel tentativo di farsi riportare in vita ricongiungendo la sua testa perduta al corpo sepolto sull'isola delle sorelle.
Dusa aiuta con il ricongiungimento, essendo molto più potente di tutte le ragazze venute prima di lei, e inizia a comunicare sempre più direttamente con Medusa, che la mette in guardia dai pericoli delle due sorelle che vogliono ancora una volta approfittare del potere per scopi personali.
La reinterpretazione del mito, con Medusa creatura pacifica che viene tormentata per abusare del suo potere di pietrificare (da Perseo, da Atena, dalle sorelle), è ben studiata e regge tutta la storia. Purtroppo i personaggi sono molto piatti, soprattutto quelli negativi, e spesso si comportano in maniera illogica e incoerente per far proseguire la trama.
Poteva essere un ottimo romanzo, con più pianificazione. Si ferma a mediocre.
mercoledì 9 novembre 2016
I prigionieri del caduceo - Ward Moore
Se il SSN (Servizio sanitario nazionale) non funziona, ci rivolgiamo alla ASL (Azienda sanitaria locale) per chiederne ragione, e, in caso di controversie, facciamo intervenire il TAR (Tribunale amministrativo regionale) affinché siano rispettati i nostri diritti di pazienti. Ma nel futuro immaginato in questo romanzo i pazienti non hanno alcun diritto, perché la classe medica ha preso il potere e i cittadini si sono trasformati nei prigionieri del Caduceo. Per fortuna la rivolta fermenta sotto le lenzuola e tre ribelli, tre Anormali, prenderanno nelle mani le sorti dell'umanità per vendicarla... Un libro ricco d'azione e paradossi, l'ultimo inedito di Ward Moore sul mercato italiano, insieme al quale "Urania" ripropone due romanzi brevi ormai classici: Lot e La figlia di Lot.Urania 1618, Maggio 2015
Un romanzo dalle premesse fantastiche ma che delude senza possibilità di recupero.
L'ambientazione, il "what if" della storia è stupenda. Una società governata dai medici, dove tutto ruota attorno alla sanità, al controllo ossessivo della salute della popolazione, dove ognuno deve portare sempre con sé la propria cartella clinica, pronto a sottoporsi a controlli, pronto a essere "tanatizzato" in caso non fosse curabile.
Purtroppo la storia montata sopra a questa ambientazione è lenta, incerta, senza una direzione precisa. Una famiglia che fugge dalla Mediarchia per rifugiarsi nel Regno Unito, ultimo baluardo di libertà. Succedono inconvenienti, incontrano persone, si nascondono in posti. Tutto molto poco entusiasmante.
Si aprono alcune storie laterali promettenti, la presentazione di una religione basata sulla medicina, tollerata dal governo, che alimenta una frangia ancora più integralista di pazienti, ma anche queste vengono abbandonate molto rapidamente in favore di una semplice storia di viaggio/fuga alquanto piatta.
I prigionieri del caduceo sarebbe un fantastico racconto lungo, ma è un terribile romanzo. Davvero difficile da digerire per intero.
sabato 24 settembre 2016
Lo scontro dell'aura nera - Jennifer L. Barnes
Mi ha sorpreso positivamente per una certa freschezza di linguaggio e di temi. C'è il romance soprannaturale ma non è dominante. La sensazione che si ha leggendo è quella delle lunghe saghe per ragazzi, molto più brevi come mole, che svelano un mondo ampio un volume alla volta, creando dipendenza. Penso sia un effetto casuale, ma che unito a un'ambientazione relativamente innovativa, lasciano un'ottima sensazione dopo la lettura.
Lissy, sua sorella, sua madre e sua nonna si trasferiscono in un paesino dell'Oklahoma, fuggendo dalla California dove la madre non riesce più a vivere per non essere riuscita a salvare un ragazzo rapito. Tutte le donne della famiglia hanno dei poteri, eredità di un'antenata vaga. Lissy vede l'aura delle persone, e nel corso della storia impara a vedere molto di più, le connessioni, amicizie, amori, impara a modellarle e manipolarle.
Nel romanzo abbiamo una peculiare descrizione e visione del mondo, mediata quasi interamente da queste aure colorate, in continuo movimento, con forme, vibrazioni, movimenti, tutti indicativi di stati d'animo e umori. Queste informazioni alternative rendono unico questo libro.
Ovviamente ci sono i cattivi. Il colore dei cattivi è un non-colore, il garn, e ovviamente si presenta un personaggio interamente color garn, su cui indagare e da smascherare nella sua cattiveria.
Il titolo è pessimo e non ha nulla a che vedere col racconto. Non ci sono aure nere. Il titolo originale Golden, dorato, ha molto più senso (è il nome dei "ragazzi fichi" della scuola, reso con Super in italiano), è più d'impatto e non inganna il lettore.
Spero verranno pubblicati anche i seguiti, con poche speranze visto che sono passati dieci anni dal primo volume, ma in inglese saranno ancora in circolazione!
sabato 6 agosto 2016
Mago a metà - Terry Brooks
Ovviamente non funziona e viene mandato sulla terra, scambiato con una bottiglia contenente un demonietto che inizia a fare danni.
Il resto della storia è una parabola la cui morale è "non dividere il party", perché se una parte è sulla terra e una parte è a Landover, nulla di buono può succedere.
Il darkling (l'abitante della bottiglia) viene passato di mano in mano, gli gnomi, il Signore del Fiume, finendo poi alla Strega del Crepuscolo.
Sulla terra ben Holiday insegue le tracce di un cane umanoide, non troppo difficile da rintracciare, e si trova a combattere contro il passato signore di Landover, ora ricco possidente annoiato, isolato nel suo castello.
Questo libro della saga segna il distacco completo dalla vita passata di Ben, viene archiviato il ricordo della moglie, senza rimpianti, per accettare completamente Willow e la sua natura fatata. Le meccaniche stesse di Landover e della magia diventano più facili da accettare, il Paladino una seconda natura. Anche se la storia è minima e spesso simplicistica, tutti i personaggi subiscono una forte evoluzione, primo tra tutti Questor Thews che per la prima volta troviamo a suo agio nell'usare la magia, per combattere con Strabo e convincerlo a irrompere nel nostro mondo e salvare il gruppetto sperduto. Anche lui esce dall'ombra del fratello trovando la sua identità.
martedì 12 luglio 2016
Chiusi dentro - John Scalzi
Contagiati da un virus globale, milioni di esseri umanicsi trovano paralizzati all’interno del corpo senza poter più muovere un muscolo. Li chiamano in molti modi: Haden, locked-in o “chiusi dentro”, ma la sostanza non cambia. Gli immobilizzati possono interagire con il mondo esterno solo attraverso due espedienti: piccoli robot che si muovono al loro posto oppure esseri umani consenzienti che ne ospitano la personalità, prestando il corpo. Uno degli integratori, come vengono definiti questi volontari, è sospettato di aver commesso un omicidio. La legge gli dà la caccia, ma quando un integratore porta dentro di sé la volontà di un Haden le sue tracce si fanno più labili e le sue motivazioni più confuse… Per questo bisogna capire chi abbia preso la decisione di uccidere.Urania 1632, Luglio 2016
Urania non centra sempre il bersaglio, anzi, gli "Urania Brutti" sono una categoria tutta speciale che seguo con grande passione.
A volte però, nella massa, sbuca qualche romanzo che posso solo leggere furiosamente nel giro di mezza giornata, restando alla fine con la bocca lievemente spalancata a pensare quanto sia stato bravo Scalzi, quanto la sua ambientazione sia originale, quanto l'abbia usata in maniera ingegnosa e astuta, quanto i suoi personaggi siano perfetti per esprimere tutte le sfaccettature del mondo che ha creato.
I locked-in, colpiti dalla Haden, malattia che li rinchiude nel proprio corpo paralizzati, vivono in due piani di esistenza per poter essere membri produttivi della società: un mondo virtuale, l'Agorà, una sorta di second life lievemente più metafisica e nel mondo fisico attraverso i threep, dei veri e propri robot azionati da remoto, mentre il corpo paralizzato è al sicuro. I più ricchi possono permettersi di sperimentare il mondo attraverso gli Integratori, degli ospiti umani e non robotici, ma sono rari e costosi da addestrare.
Il protagonista è Shane un agente dell'FBI affetto dalla Haden, ha quindi l'handicap di non possedere un corpo che viene compensato dai sensi migliorati della macchina che indossa, dalla invulnerabilità teorica che fornisce (anche se muore il threep, l'ospite non subisce danni) e dalla possibilità di spostarsi rapidamente usando dei threep per gli ospiti in giro per gli Stati Uniti.
L'omicidio di un Integratore su cui Shane e la sua partner Vann indagano, ha ramificazioni che lo portano a mettere in discussione la moralità di tutte le industrie che ruotano attorno alla gestione e la cura degli Haden, già in crisi per una legge che riduce i finanziamenti statali agli affetti.
Una serie di azioni terroristiche e attentati individuali colpisce le industrie coinvolte, ma aumenta l'incertezza su chi stia usando gli Integratori coinvolti e in che modo riesca a nascondere le sue tracce.
Tutti i fili si riuniscono in maniera perfetta al termine della storia, spiegando ogni dettaglio e punendo i "cattivi" in maniera adeguata al bisogno del lettore di vedere una finta giustizia in azione.
Questo tipo di intreccio poliziesco-fantascientifico mi ricorda molto l'Asimov del Ciclo dei Robot, con una ambientazione coerente e incredibilmente dettagliata, un omicidio che sembra sfidare le regole di questa ambientazione e che viene risolto giocando onestamente e spingendo al limite estremo la logica e la complessità degli eventi.
Aria fresca nella fantascienza.
domenica 3 luglio 2016
Notte eterna - Guillermo del Toro, Chuck Hogan - rilettura
Avevo giò recensito Notte Eterna, avendolo letto come libro singolo e senza conoscere la trilogia nel suo complesso.Sono trascorsi due anni da quando il virus diffuso dai vampiri ha invaso il mondo, che è ormai sull'orlo della distruzione. Il Padrone, il potentissimo capo degli strigoi, dopo aver annientato qualunque forma di resistenza da parte degli umani, ha rinchiuso in vasti campi di prigionia i sopravvissuti. A guidare i ribelli è una banda improvvisata di combattenti: Ephraim Goodweather, capo dell'Ente controllo e prevenzione malattie infettive, la dottoressa Nora Martinez, il disinfestatore russo Vasiliy Fet e il misterioso signor Quinlan. Le creature del male sembrano avere vinto su tutti i fronti, ma anche il Padrone ha un punto debole e solo un uomo è in grado di approfittarne. Ci si potrà fidare di lui?
Epica conclusione della trilogia "Nocturna", Notte eterna è una storia di pura adrenalina, tra scenari cupi e spiazzanti, in cui pochi eroi di tragica grandezza tengono alta la fiamma della speranza per aggiudicarsi l'ultima, imprevedibile mano di una partita decisiva.
Ne avevo apprezzato la sua struttura di romanzo a sé stante, complice un salto temporale dai primi due romanzi. Questi si concentravano sullo scoppiare dell'epidemia e su come viene gestita dalla società umana, Notte Eterna invece è ambientato due anni dopo, in una atmosfera post atomica di buio, con una struttura sociale completamente ristrutturata attorno ai vampiri, con gli umani allevati nelle fabbriche del sangue.
Confermata questa impressione positiva, ho apprezzato di più i personaggi e la loro evoluzione, che si percepisce in maniera molto intensa. Eph che precipita nell'alcolismo e nell'abuso da antidolorifici dopo aver perso Zack, Zack stesso che viene allevato dal Padrone e plasmato per prepararlo al suo ruolo, la relazione tra Nora e Fet, inattesa.
Soffre invece il confronto con i ritmi e la complessità precedenti. Nella più classica struttura da trilogia, l'ultimo terzo è dedicato alla "grande battaglia", tutto deve concretizzarsi in uno scontro, deve esserci chiusura, il lettore sa benissimo qual è il punto di arrivo, quindi è impossibile avere troppi colpi di scena. Si può solo far aumentare la tensione, mettere il maggior numero di variabili in gioco e puntare sull'azione. La sofisticatezza si perde in favore dei muscoli.
Spero che la trilogia Nocturna abbia un revival, magari con la complicità della serie tv The Strain che ne è stata tratta, e diventi più popolare. La sua reinterpretazione del mito di creazione dei vampiri è uno dei più belli ed eleganti che abbia mai letto e merita il suo posto tra i classici del genere.
venerdì 24 giugno 2016
Psicospettro - L. P. Davies
Urania 715, 30 Gennaio 1977
Un tranquillo villaggio inglese è teatro di allarmanti fenomeni: stoviglie che volano per conto loro, strane luci bluastre, furti insensati, sonnambuli, cadaveri che scompaiono. Chiamare la polizia? Chiamare una medium? Non serve: bisogna ritrovare le puntate di un vecchio "fumetto" di fantascienza, fra le cui strisce dimenticate si nasconde la chiave - ingegnosissima - dell'enigma.
Psicospettro è un romanzo particolare, un fantasy mascherato da fantascienza, forse viceversa.
Un medico di una piccola comunità si trova a dover curare e interagire con un paziente affetto da schizofrenia. La sua malattia si manifesta sotto forma di fenomeni psichici, telecinesi, effetti inquietanti.
L'intervento di una medium per capire l'origine dei fenomeni porta alla separazione delle due personalità del paziente, quella "reale" e sana e quella del mondo di fantasia in cui vive, creata a partire da un fumetto letto durante l'infanzia, che si trasferisce in un cadavere e inizia a vivere secondo le regole del suo mondo immaginario.
Per quanto le lunghe scene nel mondo alternativo vissuto attraverso gli occhi del paziente siano oggettivamente pesanti e incomprensibili, perché ci precipitano in una ambientazione sconosciuta e appena accennata, superato lo scoglio in cui le due linee narrative sono completamente scorrelate tra loro e viene esplicitato il collegamento con la storia vera (e che siamo interessati a seguire), il seguito scorre piacevolmente.
La traduzione è datata e non priva di problemi. Abbiamo persino un ricorrente e classicissimo "orologio del nonno" (grandfather clock, pendola) che così spesso torna nelle traduzioni degli anni '60 e '70, abbastanza da farmi domandare se le pendole già esistessero o il termine sia stato introdotto dopo in italiano.
lunedì 23 maggio 2016
La caduta - Guillermo del Toro, Chuck Hogan
Un classico "secondo libro di una trilogia" in cui qualcosa (poco) va bene ai protagonisti e i piani dei cattivi vengono alla luce poco alla volta, creando la vera crisi, ancora più crisi della prima crisi, passando dal microscopico dell'epidemia a New York a una vera pandemia.Dopo il ritrovamento dei cadaveri infettati da un misterioso virus letale, a New York regna il caos: le persone spariscono, i negozi vengono saccheggiati e l'esodo di massa dalla città sembra inarrestabile, mentre il sottosuolo brulica di creature assetate di sangue. E' scoppiata la guerra tra vampiri del vecchio e del nuovo mondo per il controllo totale degli esseri umani, che risultano ancora più deboli e vulnerabili. Abraham Setrakian, l'anziano professore sopravvissuto allo scontro con il capo dei vampiri, continua a guidare il piccolo gruppo di resistenza composto dagli scienziati Ephraim Goodweather e Nora Martinez, oltre al disinfestatore Vasiliy Fet. Ma potrebbe essere troppo tardi...Secondo episodio della trilogia "Nocturna" dopo La progenie, La caduta è un thriller avvincente e cinematografico, ricco di azione e suspense, che conferma le notevoli doti dei suoi autori.
La caduta è un romanzo di raccordo, non vivrebbe bene autonomamente, anche se introduce alcune nuove linee narrative, non si sofferma abbastanza sui personaggi principali da permettere di seguirne agevolemente le motivazioni.
Arrivano dei personaggi nuovi che purtroppo sono stati grandiosi nella serie tv e per contrasto sono sottotono e un po' sciapi. L'angelo d'argento, luchador messicano zoppo e star di innumerevoli film in cui lotta contro i vampiri. Il personaggio trash perfetto da inserire in una storia di vampiri seria, non come spalla comica ma come vero combattente, sembra così vuoto e privo di speranze da avere un effetto deprimente su chi gli sta attorno.
Confermo la mia opinione sullo stile di del Toro e Hogan congiunti: troppo dettaglio, troppo rimuginare, troppa descrittività involuta che mentre in piccole dosi potrebbe aiutare l'ambientazione, quando invece l'ambientazione c'è già ben solidificata nella mente del lettore, lo fa solo irritare.
Le scene di inseguimento e combattimento stancano.
Setrakian, il vecchio ebreo del banco dei pegni, si conferma il più grande cacciatore di vampiri della letteratura recente. Van Helsing è un dilettante privo spessore e di spina dorsale al confronto.
Ora posso ri-leggere alla luce dei primi due volumi il terzo libro della trilogia che avevo letto (per caso) in maniera indipendente. Penso sia un esperimento interessante, valutare due volte lo stesso romanzo singolarmente o inserito in un arco narrativo più grande, che non avrei fatto volontariamente.
giovedì 19 maggio 2016
Ragazza del 2051 - Barbara Paul
I viaggi hanno sempre formato la gioventù e tanto più la formano nel 2051, quando le ragazze vengono educate sessualmente mediante escursioni temporali di quindici giorni nella mente e nel corpo di donne vissute in secoli precedenti. Con la stessa tecnica i giovani vengono istruiti anche in altre materie, mentre gli adulti approfittano di analoghe escursioni a scopo principalmente di relax. Ma a nessuno viene in mente che la faccenda può avere anche un lato molto pericoloso, finchè una giovane studentessa di sesso, Angie Patterson...Intanto, la trama è clickbait, puro clickbait e niente di più.
Che tristezza dover mentire così quando si lavora su un libro che prende un'idea bellissima in sé e la sviluppa in maniera naturale e ingegnosa, riducendolo a una macchietta comico/erotica che in realtà è solo una breve scena del primo capitolo, usato come tutorial per spiegarci l'ambientazione.
Siamo in un futuro non troppo lontano, 2051 e dintorni appunto, in cui si viaggia nel tempo, abitualmente, ma non nel modo consueto a cui si pensa, inserendosi fisicamente nel passato: si viaggia nel tempo inserendosi nei corpi di altre persone del passato e vivendo da spettatori la loro vita. Il mondo si è plasmato attorno a questa tecnologia, permettendo di studiare il passato vivendolo un pezzo alla volta, tutti - in qualsiasi ambito - beneficiano degli insegnamenti dei grandi del passato vivendo stralci delle loro vite.
Per caso viene alla luce un effetto collaterale di questa tecnologia, mai notato in precedenza: assistendo alla morte di un ospite da spettatore, la sua vita si prolunga artificialmente. Indagando su questo effetto si scopre che innumerevoli vite di grandi personaggi del passato sono state prolungate artificialmente, più e più volte, da viaggiatori provenienti dal futuro. In alcune circostanze ci sono stati addirittura degli scambi tra ospite e visitatore.
Parte un'indagine trasversale con politici e ricercatori che cercando di superare le barriere legali da una parte ed etiche dall'altra della ricerca.
Lo sviluppo del romanzo è ottimo, perché esplora man mano quello che il lettore stesso si sta domandando e proponendo come soluzione. Tutte le vite possono essere prolungate? Anche le persone comuni sono state tenute in vita artificialmente? Avanti così a catena, con gli interrogativi che ci si pone in maniera naturale che vengono analizzati e sezionati.
Il grande colpo di scena finale è un po' telefonato, il passato del senatore è troppo sospetto per non capire subito che viene dal passato, vista la sua ritrosia a viaggiare nel tempo, e la sua lunga "malattia" dopo l'ultimo viaggio. La sua vera identità è deludente, ma è la chiave di volta per la soluzione della grande crisi futura da cui i viaggiatori temporali vogliono salvare il mondo, quindi lo si perdona per l'anonimità.
Riassumendo: vergogna Urania per aver banalizzato e ridicolizzato un gran bel romanzo presentandolo come se fosse uno Sci-fi Harmony per maniaci.
venerdì 6 maggio 2016
La progenie - Guillermo del Toro, Chuck Hogan
Un Boeing 777 atterra all'aeroporto di New York e rimane immobile sulla pista. Si sospetta un attentato terroristico, ma quando le forze speciali salgono a bordo si trovano invece di fronte a una scena agghiacciante: sembra che tutti gli occupanti dell'aereo siano morti senza una ragione comprensibile. Eph Goodweather, dell'Ente prevenzione malattie infettive, e la sua collega Nora Martinez esaminano i cadaveri; qualunque ne sia stata la causa, la morte deve averli colti di sorpresa. La notizia dell'accaduto arriva fino ad Abraham Setrakian, un anziano ex professore, l'unico in grado di capire la situazione. L'uomo riconosce in quel fatto inspiegabile l'evento a cui si è preparata per tutta la vita... Si tratta di un morbo dagli effetti letali, la cui diffusione nelle strade di Manhattan dà inizio a uno scontro in cui gli umani diventano il cibo di misteriosi esseri soprannaturali. Con l'aiuto di Setrakian, Eph dovrà cercare di fermare il contagio e salvare la città prima che sia troppo tardi...Guillermo Del Toro e Chuck Hogan rinnovano gli schemi del genere horror, facendo della Progenie un romanzo ad alta tensione visionaria che ci trascina nel cuore di un'epica battaglia tra bene e male, vita e morte, umano e disumano.


















