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domenica 23 novembre 2014

Fondi di caffé - Mario Benedetti

Fondi di caffè, journal.

Mario Benedetti, uruguayano, ci guida un racconto alla volta attraverso la sua vita, dall'infanzia fino all'età adulta, mostrandoci gli alti e i bassi della vita a Montevideo.

I racconti si evolvono come si evolvono i ricordi. Passano dai toni fiabeschi e idilliaci dell'infanzia, ovattata da tutti i problemi e cosparsa da momenti eccitanti e segreti, fino alla prosa quasi angosciante che rispecchia la vita adulta e (troppo) piena di responsabilità.

Le scene ripercorrono i tormenti amorosi, artistici, politici, morali, a comporre una biografia a mosaico in cui nulla è superfluo.
Una autobiografia è intrinsecamente frammentaria come la memoria di chi la compone, e la precisa scelta di non colmare le lacune la rende simile ad un'immersione nei pensieri dell'autore, più che in una osservazione esterna.

Questo libro è quel che di più simile alla poesia abbia mai fatto presa su di me.

"Anche Dio è contento che pecchiamo, sempre che lo facciamo con allegria. Così può perdonarci allegramente."

mercoledì 18 giugno 2014

Diario di un killer sentimentale - Luis Sepulveda

Diario di un killer sentimentale, journal

Ero abituato ad un Sepulveda più favoleggiante, più naturale, più politico.
Il Diario di un killer sentimentale cambia tutti i suoi canoni portandoci in ambienti urbani, alberghi, mercati, conferenze. Ma lascia un po' di amaro, sembra avere tutte le premesse per un ottimo romanzo, ma viene troncato di colpo con una coincidenza più che attesa che rovina tutta l'atmosfera.

Il titolo spiega prassappoco tutto. Un killer, con un obiettivo da eliminare. La ragazza a cui si è incautamente legato, in maniera irresponsabile secondo ogni regola del buon killer, lo lascia in maniera confusa durante la missione, portandolo ad essere avventato e a commettere degli errori.

La serie di coincidenze più che attesa, perché non c'era altro modo di far concludere la storia in così poco tempo, lo porta a risolvere il suo problema sentimentale in modo tanto drastico quanto "bisognoso di ulteriori spiegazioni". Almeno un altro capitolo, su, ce lo meritavamo.

Non è un capolavoro? Probabilmente. Ma è intenso e si legge in un sorso solo, grazie allo stile incredibilmente asciutto e minimale di Sepulveda, quindi vale ogni minuto del tempo che prende!

Spero che un giorno Sepulveda lo espanda in un romanzo più articolato.

martedì 4 marzo 2014

Foglie Morte - Gabriel García Márquez

Foglie morte, journal.

Un romanzo d'esordio per Marquez che lascia senza fiato, per la tecnica, per la tensione, per le sue atmosfere tipiche che ci sono da subito, senza mezze misure.

Siamo a Macondo, il paese di Cent'anni di Solitudine, prima che iniziasse la saga della famiglia Buendía.

La storia inizia con la morte e la veglia funebre di un vecchio medico, isolato dal mondo da molti anni. Gli unici a partecipare sono i tre membri di una famiglia, un anziano colonnello, sua figlia e suo nipote. Sono questi tre, alla veglia, a ripercorrere con le memorie la strana storia di come il medico sia finito a Macondo, di come abbia interagito con la loro famiglia e di come abbia finito la sua esistenza da eremita solo ed odiato da tutto il paese.

Non è all'altezza delle produzioni successive di Marquez, ma i suoi grandi temi, la vita di paese, la solitudine, il realismo magico, ci sono già tutti, e stupiscono allo stesso modo ogni volta.

Molto particolare e che non ricordo in nessun altro romanzo di Marquez, è usare la ripetizione per creare una atmosfera surreale. Nei dialoghi dei personaggi, nelle descrizioni, nelle scene rivissute più volte senza uno stacco netto attraverso gli occhi di più narratori.

Un grande ritrovamento!

venerdì 21 febbraio 2014

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare - Luis Sepulveda

Dopo aver intravisto tra le nuove uscite la Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza, e dopo aver pensato di aver bellamente ignorato Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, che nella mia mente formavano una sorta di saga unica nella produzione di Sepulveda, ho deciso di riprendere in mano la Gabbianella e il Gatto, per rientrare in atmosfera prima di leggere gli altri due racconti.

Spesso libri analoghi mi hanno deluso, in una rilettura. Mi deludono le storie con tante pretese, che vogliono avere troppi livelli di lettura e troppa profondità. Non è successo in questo caso. Il racconto è semplice, i messaggi sono semplici e profondi, ma accessibili anche con una lettura ingenua, e questo lo apprezzo.

Per quanto irrealistica, mi piace l'interpretazione fedele e leale della comunità felina, lo scegliere accuratamente le persone di cui fidarsi, il capire quali umani o animali meritino attenzione e cura.
Si sente davvero tanto che Sepulveda è abituato ad interagire con dei gatti, per coglierne così bene lo spirito.

Spesso si sente citare "Vola solo chi osa farlo", come frase topica del libro. Io vorrei citare un'altra che mi sembra molto più emblematica:
Attendevano quel momento da molto tempo. Con tutta la pazienza che contraddistingue i gatti, avevano aspettato che la gabbianella comunicasse loro il suo desiderio di volare, perché grazie a un'ancestrale saggezza capivano che volare è una decisione molto personale.