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sabato 15 novembre 2014

Le ultime lettere - Stieg Larsson

Le ultime lettere, journal.

Larsson è stato un caso editoriale vero, ancora di più per essere morto poco prima del grande successo della trilogia Millennium.

Questo librino raccoglie le ultime mail scambiate con il suo editore, il processo con cui hanno preso vita i suoi romanzi, i "patteggiamenti", le correzioni, considerazioni sui personaggi e sulla storia, la mediazione per produrre una biografia dell'autore fedele ma non troppo autoincensante, perché Larsson era comunque un personaggio pubblico ed impegnato in molte battaglie sociali.

Non è grande letteratura, ma è uno spaccato interessante sulla difficoltà del percorso editoriale, molto più ramificato e ben diverso dal "presento un manoscritto, puff, libro".

venerdì 6 giugno 2014

La regina dei castelli di carta - Stieg Larsson

Di solito non apprezzo i romanzi in cui non succede quasi nulla, la storia non va avanti spedita e non ci sono ragioni esplicite per andare avanti nella lettura. Larsson per motivi che non mi sono ben chiari, è una eccezione, e riesce a rendere avvincente anche il più terrificante capitolo-background dell'ennesimo personaggio nuovo, che viene sviscerato ed analizzato dall'infanzia, in ogni suo vizio e virtù, prima di poterlo usare e far muovere sulla scena.

Millennium non mi è sembrato una vera trilogia. Uomini che odiano le donne è una storia a sé, isolata, pensata appena per introdurre i personaggi che hanno iniziato a vivere davvero nei seguiti.
La ragazza che giocava con il fuoco ha un legame molto più stretto con questo libro, la storia che si sviluppa è la stessa. Si inizia ad intravedere il passato di Lisbeth nell'uno e viene completamente svelato nel secondo. Tutti i personaggi negativi che non erano stati puniti dal contrappasso di Larrson restano in attesa della loro ghigliottina.

Lo stile è sempre lo stesso, un po' di eventi che precipitano, ma neppure troppo. Dei cattivi organizzati che provano a dare il meglio di sé, pensano di avere il controllo. Dei buoni incredibilmente intelligenti ed astuti che il lettore è rassicurato di vedere sempre in controllo della situazione, nonostante qualche rischio.
Quel che avvince non è la paura che qualcosa vada storto, ma la pura aspettativa ed il desiderio di vedere tutti i piani e le trappole, stese poco a poco, arrivare ad uno scioglimento ed avere l'effetto devastante ed equilibratore che ci si aspetta.

Lo schema è sempre quello delle analisi parallele, con scambi controllati di informazione che permettono di giocare con le varie personalità in campo messe in situazioni diverse ma non troppo. C'è l'indagine di Millennium, della Milton Security, di Lisbeth, della polizia, della Sapo e quella del "club Zalachenko". Il lettore ha tutti gli elementi sin dall'inizio, pochissimi nuovi elementi e storie rilevanti vengono scoperti. È un gioco a rimpiattino in cui ancora una volta ci si sente superiori ed onnipresenti, e si gioisce o trema col passare di un foglio di carta o di una voce, cercando di prevederne le conseguenze.

Millennium non è una trilogia di libri gialli o thriller. È un inno a quella giustizia pitagorica ed inarrestabile che è tanto piacevole veder applicata quanto improbabile da vedere in un sistema giudiziario moderno.

mercoledì 21 maggio 2014

La ragazza che giocava con il fuoco - Stiegg Larsson

La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo volume della trilogia Millennium. Dopo aver letto il primo libro ed averlo molto apprezzato, pur senza considerarlo un capolavoro, non avevo aspettative altissime per un seguito. Eppure in qualche modo mi sembra migliorato il livello.

Lisbeth Salander che era una sorta di jolly per risolvere in maniera astuta qualsiasi problema, diventa un personaggio complesso, completo, con un passato che giustifica il suo modo di essere e di rapportarsi col mondo.

Mikael Blomkvist era il prototipo di giornalista perfetto, tenace, incorruttibile, astuto, un perfetto Legale Neutrale pronto a lottare con tutto se stesso in nome dell'etica professionale. In questo libro cambia e deve venire a patti con una realtà fallibile e che ha commesso uno sbaglio che non si può correggere restando nel sistema.

I due attori principali sono cambiati, forse si sono cambiati a vicenda, permettendo di raccontare una storia diversa. Il lettore da spettatore in ansia, in attesa della prossima rivelazione, diventa un lettore onnisciente, che vedendo le storie e le scoperte di tutti i personaggi, sa più di ognuno di questi singolarmente. Il lettore è un dio-bambino che guarda in maniera compiaciuta i personaggi-formica che lottano tra loro cercando di accaparrarsi i granelli di zucchero più grossi.

Inizio ad essere triste che Larsson sia morto senza concludere il suo piano di scrivere almeno 10 volumi per la serie di Millennium. Una saga con evoluzioni in perfetto stile fantasy, ma ad ambientazione giallo-moderna. Sarebbe stato qualcosa di notevole. Per ora resterò fiducioso che La regina dei castelli di carta potrebbe bastare a questo scopo!

martedì 25 febbraio 2014

Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson

Uomini che odiano le donne era un libro di quelli che mi tentano, sempre più un caso editoriale (odio questa espressione), pile sempre più alte nelle librerie, film, persone che ne parlano, quindi alla fine ho ceduto ed ho provato a leggerlo.

Mi stupisce davvero che sia stato apprezzato da un pubblico così vasto e non di nicchia. Il romanzo fatica incredibilmente a partire, con una lunga parte piena di tecnicismi economici e politici pressoché privi di senso per chi non ha seguito le vicende politiche Svedesi (non io). Anche provando a seguire le pagine e pagine di informazioni tecniche che vengono propinate al lettore in maniera del tutto innaturale, senza neanche il tentativo di inserirle in un discorso narrativo, è inevitabile non capirne le implicazioni senza aver vissuto la Svezia di persona. Questo è il momento critico in cui si rischia di chiudere il libro ed abbandonarlo per sempre, attorno a pagina 100. Un buon editor avrebbe fatto miracoli a riguardo.

Dopo parte la vera storia, quella che sembra far presa è enigma della camera chiusa delle proporzioni di un'isola abitata dai Vanger, una famiglia di industriali che la occupano completamente. Il caso di presunto omicidio è vecchio di decenni per renderlo ancora più ostico da risolvere ed ancora più labili le tracce.
E voi che eravate convinti che Agatha Christie avesse succhiato questo genere come un ragno con una mosca... beh, forse avevate ragione, perché per quanto tutti siano esaltati da questa ambientazione e ne parlino come se fosse geniale, a posteriori, nel capitolo stesso in cui viene presentata, il caso viene sviscerato escludendo tutti i metodi con cui far sparire un corpo da un'isola. tranne un'unica possibilità impossibile da verificare, guardacaso.

Personalmente sono rimasto per la varietà di personaggi umani della grande famiglia Vanger insediata sull'isola. Le tensioni famigliari che si svelano poco alla volta, le dinamiche interne, le perversioni e fissazioni individuali o propagate di generazione in generazione. Un collage umano di vizi e segreti che distruggono gli equilibri dei Vanger man mano che vengono a galla.

Grandi i protagonisti, Mikael Blomkvist e la sua collaboratrice Lisbeth Salander. È da tanto che non mi capita di leggere un romanzo con dei personaggi così complessi, naturali e coerenti nel loro comportamento, senza grandi evoluzioni caratteriali sconvolgenti nel corso della storia, perché serve alla trama.

Ora dovrò vedere i film, per capire perché ne abbiano prodotto ben due adattamenti a distanza di due anni. Cosa può essere andato così storto nel primo?