Il secondo volume della saga di Dexter.
Sto leggendo questa saga reduce -deluso- dalla fine della serie tv. Essendo una delle poche serie in cui mi sarebbe spiaciuto avere troppi spoiler, li evitavo con cura, anche se mi rendo conto di quanto siano divergenti le storie che raccontano e di quanto fosse inutile questa precauzione.
Morta La Guerta nel volume precedente, Dexter si trova pedinato da Doakes, che sospetta di lui e sente l'affinità "da psicopatici".
Mentre Doakes insegue Dexter, un altro killer sbuca dal passato di Doakes ed inizia a dare la caccia a tutta la loro compagnia militare coinvolta in operazioni di dubbia moralità in Centro America.
La linea della storia della caccia al cattivo è abbastanza lineare e non particolarmente eccitante.
È invece molto apprezzabile il lato più famigliare ed umano di Dexter, sviluppato in maniera molto delicata con la promessa di matrimonio accidentale e l'avvicinamento a Rita ed ai suoi figli. Sono curioso di leggere come Lindsay abbia sviluppato questo legame tra Dexter ed il figlio, in cui ha notato i primi sintomi del suo "passeggero oscuro" e che si ripromettere di guidare verso degli omicidi sicuri ed etici così come è stato guidato lui da giovane.
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lunedì 1 settembre 2014
lunedì 28 luglio 2014
La mano sinistra di Dio - Jeff Lindsay
Avevo letto La mano sinistra di Dio prima che diventasse una serie tv, ed ero curioso di rileggerlo ora che è terminata e posso ripercorrere il libro alla luce di come è stato reinterpretato ed evoluto.
Non è il capolavoro che mi aspettavo e ricordavo. Il passeggero oscuro che mi aveva così colpito in una prima lettura, sembra più ingenuo e molto meno radicale che nel telefilm. Dexter si sbrola troppo e troppo a lungo con il non essere umano, essere freddo, essere senza emozioni, ma in realtà ogni scelta critica del romanzo è guidata proprio da queste emozioni che nega di avere.
Anche se la trama è debole e non è presentata come se fosse un giallo onesto, è comunque un esperimento notevole, un'indagine sulla mente umana e sui suoi istinti peggiori. Merita di essere letto da ogni amante del genere.
Alla luce della serie tv e del grande lavoro che ha fatto sui personaggi, tutti sembrano caricature, marionette pazze, in questo romanzo. La Guerta un'idiota che pensa solo alla politica, Deborah una frignona senza speranze, Doakes un tizio paranoico ed iperaggressivo senza uno scopo preciso a parte sembrare l'ovvio-ma-ovviamente-sbagliato sospetto per il lettore, per un po', lo stesso Masuka con la sua ironia.
Non è il capolavoro che mi aspettavo e ricordavo. Il passeggero oscuro che mi aveva così colpito in una prima lettura, sembra più ingenuo e molto meno radicale che nel telefilm. Dexter si sbrola troppo e troppo a lungo con il non essere umano, essere freddo, essere senza emozioni, ma in realtà ogni scelta critica del romanzo è guidata proprio da queste emozioni che nega di avere.
Anche se la trama è debole e non è presentata come se fosse un giallo onesto, è comunque un esperimento notevole, un'indagine sulla mente umana e sui suoi istinti peggiori. Merita di essere letto da ogni amante del genere.
Alla luce della serie tv e del grande lavoro che ha fatto sui personaggi, tutti sembrano caricature, marionette pazze, in questo romanzo. La Guerta un'idiota che pensa solo alla politica, Deborah una frignona senza speranze, Doakes un tizio paranoico ed iperaggressivo senza uno scopo preciso a parte sembrare l'ovvio-ma-ovviamente-sbagliato sospetto per il lettore, per un po', lo stesso Masuka con la sua ironia.
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