lunedì 30 novembre 2015

Morto e spacciato - Charlaine Harris

Dopo qualche volume un po' fiacco la serie si riprende.
Il bisnonno Fae diventa rilevante e si spiegano una serie di conflitti e di problemi mostrati in precedenza con le sue interazioni con Jason.
I mutaforme fanno outing, ma non ci sono troppi problemi, sembra più un espediente narrativo per confondere le acque sull'omicidio di Crystal, la pantera mannara, attorno a cui si struttura la storia di questo romanzo.

La macrostoria non avanza molto, Sookie ancora offesa con Bill per averla spiata, Sookie sposata con Erik, Quinn Alcide e Sam si vedono ma restano in pausa. I pretendenti sono troppi per farli muovere tutti in ogni libro.
Per fortuna si scava molto nel passato, si scopre la verità sulla morte dei genitori di Sookie e si tirano le fila di diverse trame rimaste aperte dalla grande catastrofe dell'uragano Katrina e dell'attentato in cui era morta la regina Sophie-Anne.

Un libro di transizione ma molto solido, con dei colpi di scena ragionevoli e logici, per cambiare.

sabato 28 novembre 2015

L'occhio del Golem - Jonathan Stroud

Lo stile di Stroud c'è sempre, potente.
Però si perde l'empatia verso i protagonisti che era fondamentale nel primo volume della trilogia di Bartimeus. Niente più giovane apprendista mago sottovalutato dal suo maestro e alla ricerca di rivalsa, che combina guai a cui deve mettere pezza dopo pezza. Niente più demone sfruttato ma tuttosommato felice del suo padrone che gli permette di giocare una interessante battaglia di astuzie.

Nathaniel è diventato un mago vero, interessato ai giochi politici e di potere. Manipola e si lascia manipolare, ha perso la sua innocenza.

Anche il nuovo punto di vista all'interno della resistenza è deludente, Kitty ci mostra una resistenza ben poco fiera e orgogliosa, scarna, dedita a furti e bassezze, senza grandi ideali da seguire o un vero piano.
Notevole l'afrit impazzito dopo essere rimasto a guardia della tomba di Gladstone, che ne usa le ossa per liberarsi dei vicoli dolorosi del mondo fisico.

Un libro che si finisce perché un mistero c'è, quello del golem libero per Londra, e il lettore vuole sapere dove va a parare, chi ha interesse a muoverlo. Per arrivare fino alla soluzione del mistero si passa dalla Praga tanto citata da Bartimeus per le guerre del passato, si scopre una storia molto più variegata e complessa, con ciclicità di resistenza alla magia negli umani osservate solo dai demoni con le loro lunghe vite. Ci si prepara a un crollo della magia, nel libro conclusivo?

mercoledì 18 novembre 2015

Notti insonni - Andrea Partiti

Un racconto scritto per Minuti Contati, terzo classificato nella New Arena Edition di Novembre 2015.
Notti insonni - Andrea Partiti

Sam uscì sul terrazzo e si appoggiò alla ringhiera, osservando la città lontana, con le sue luci gialle e blu che non si fermavano mai.
L’aria si muoveva appena attorno a lui, secca e piacevole. Portava profumi dalla campagna circostante, illuminata dalla luna, bassa e nascosta dagli alberi che circondavano la casa.
Era stanco e si meritava un momento per sé. Prese dalla tasca il pacchetto di sigarette, lo soppesò e scosse senza aprirlo. Tre, forse quattro rimaste.
Doveva decidersi a smettere.
Quante volte si era trovato in quello stesso punto, appoggiato alla righiera a pensarci? Quante volte aveva deciso che sarebbe stata l’ultima, solo per trovarsi poi una settimana, due settimane, un mese dopo a mordersi le labbra e cedere di nuovo, nella vergogna? Per trovarsi a dover uscire di notte, in auto, disperato, per soddisfare un bisogno che si era risvegliato quando ormai lo considerava sconfitto?
Sam aprì il pacchetto e con un gesto meccanico fece saltar fuori una sigaretta, afferrandola direttamente con le labbra. Con l’altra mano fece scattare un piccolo accendino Bic rosso. La fiamma sfrigolò e si accese la famigliare brace davanti agli occhi.
Ripose pacchetto e accendino nella tasca destra dei pantaloni con un unico gesto, mentre osservava la piccola brace e la tremula aria calda che si raccoglieva sopra di essa.
Un respiro profondo cancellò molti dei suoi sensi di colpa. Il cuore accelerò i battiti e il piccolo demone nella nuca si placò con un brivido tiepido.
Poteva essere l’ultima, se lo desiderava. E lo desiderava davvero.
Niente più notti insonni per via degli incubi sempre uguali, con il subconscio che macerava le ipotesi peggiori. Niente occhi sgranati nel buio ad ascoltare rumori lontani e domandarsi se il suo vizio stesse per riscuotere un pegno che non era pronto a pagare, a domandarsi se sarebbe stato quello il giorno in cui avrebbe scoperto che qualcosa non andava. Non voleva più sensi di colpa, non aveva senso continuare.
Sam soffiò il fumo verso l’alto, osservandolo oscurare le poche stelle visibili e scomparire in volute sempre più fini. Poi ancora, e ancora. Ipnotico.
Della cenere gli cadde sul braccio. La scosse via distrattamente senza smettere di guardare verso l’alto.
Da dentro casa arrivò un grido soffocato, terrorizzato.
Si era svegliata, finalmente. Era il momento di tornare da lei a finire il lavoro che aveva iniziato.
«Questa è davvero l’ultima, lo giuro,» mormorò tra sé, lanciando il mozzicone nel buio, in una parabola di scintille.

Come diventare uno scrittore di successo - Marco Visinoni

Un libro che non avrei mai neppure preso in mano, se non fosse capitato a una cena del Bookcrossing.
Avete presente quegli "scrittori" molesti, che ti aggiungono su facebook, ti aggiungono ciclicamente su twitter sperando in un followback, ti scrivono messaggi insistenti chiedendoti di comprare il loro libro, di recensirli, di dargli una possibilità. Di solito convincendoti nel processo che mai mai mai toccherai un loro libro anche se diventassero la nuova stella della letteratura italiana?
Ecco, questo manuale vi insegna a diventare molesti in questa maniera, e come extra vi insulta e tratta male ogni paio di righe.
Vi mette sulla strada delle case editrici a pagamento (o delle autopubblicazioni, ma meno), vi convince che sia una buona idea avere una montagna di copie del vostro libro stampato e mai passato dalle mani di un editor, vi convince che sia una buona idea molestare le librerie una a una, anziché aspettare di trovare un editore serio, con un editor vero e un sistema di distribuzione.

Carta da tritare per farci il substrato dell'asfalto autostradale.

mercoledì 11 novembre 2015

Zombie History - Livio Gambarini, Scott Kenemore

Zombie History è una mini raccolta di racconti a tema edita dalla Nero Press. Il tema è molto particolare e specifico: epidemie zombie "nella storia".
La Nero Press è sempre una garanzia.

Contiene due racconti.

Il primo racconto è dell'italico Livio Gambarini, di gran moda di recente, "La grande moria". Ci presenta una insolita epidemia zombie nella Firenze del 1300, vista da un (giovane) Boccaccio che si rifugia in un campanile per nascondersi e sopravvivere.
Ammetto che è la prima volta che vedo la peste bubbonica reinterpretata in chiave zombie, ed è un accostamento davvero affascinante per l'affinità naturale tra le due epidemie.
Buttiamoci in mezzo riferimenti letterari e reinterpretazzioni della storia boccacesca, ed il risultato è un racconto che merita di essere letto e consigliato.

Il secondo racconto, dell'americano Kenemore, "La battaglia di Harlem Heights", piazza invece i nostri zombie durante la guerra di indipendenza americana. Il generale Washington incontra in segreto il generale delle truppe inglesi per discutere di strane creature incontrate in una caverna nei boschi di Harlem. Indiani morti da tempo risorti per difendere il loro territorio.
Purtroppo la mia mente non può fare a meno di saltare alle trame di Sleepy Hollow e il suo approccio per cui "tutto ciò che riguarda i padri fondatori in realtà è una copertura per trame sovrannaturali", che un po' mi guasta il racconto.
Kenemore insiste molto sul citare casualmente i luoghi attorno ad Harlem con i nomi del tempo, indiani e olandesi, per il piacere intellettuale di dirci "guarda come somigliano ai nomi attuali dei quartieri di New York", che sarebbe divertente come gioco, se non fosse ripetuto davvero troppe volte.

Gambarini, ottimo, anche per via dell'ambientazione nostrana che è piacevole da leggere e ritrovare nei nostri ricordi di letteratura.
Kenemore, divertente ma molto più forzato, con solo il finale profetico a salvare il racconto.