mercoledì 15 settembre 2021

E poi - Natsume Soseki

 


Un dandy giapponese che si trastulla con la cultura occidentale, che ripudia le tradizioni.

Un amore che disturba questa visione così solida mandandolo in crisi e in aperto contrasto con la famiglia.

Un libro confuso che ho letto spinto dal nome dell'autore di Io sono un gatto, romanzo che ho adorato ma di cui si ritrova forse lo stile, ma non certo la brillantezza e l'acutezza di osservazione della società.

Si inizia con piacere, si continua aspettando una direzione, si finisce a fatica.

mercoledì 1 settembre 2021

La secchia rapita - Alessandro Tassoni

 


Alessandro Tassoni, detto il Bisquadro, se fosse vissuto oggi non sarebbe stato preso seriamente, vivrebbe in tutti quei circolini di gente che perde tempo con enigmistica, teatro, letteratura da camera. Ha avuto la fortuna di nascere ricco e in un'epoca in cui le sue bizzarrie venivano scambiate per pura cultura e non per voglia di divertirsi.

La secchia rapita è un distillato di questo suo stile di vita, così densa di ammiccamenti, citazioni, battute e pungolature a persone e paesi, a famiglie e amici.

Adorabili le note scritte dall'autore stesso approfittando da un'amico che faceva da prestanome, per spiegare e integrare le parti oscure del testo, o (al contrario) per sviare l'attenzione dalle malizie maggiori.

Un'esperienza da fare con wikipedia a portata di mano.

domenica 11 luglio 2021

La chiave a stella - Primo Levi

 

Cosa si può dire su un libro così famoso?

Che mi spiace non averlo mai letto prima, perché è qualcosa di completamente diverso e fresco. Vorrei dire che ha spaccato ed è stato infinita fonte di ispirazione per gli autori a venire, ma non credo sia vero, perché è così distante dal mondo della scrittura e degli scrittori da essere alieno e inavvicinabile. Non mi stupisce che si sia sviluppata una corrente di letteratura industriale in una sua piccola bolla isolata.
Avrei mai pensato di leggere con interesse del montaggio di macchine industriali, di procedimenti chimici e saldature? No. Ma come giustamente ci fa notare Primo Levi, se ho sopportato pagine e pagine di tecnicismi sulla navigazione nel 1800 (Melville, sto guardando te!) posso ben sopportare i tecnicismi sulle vernici, e anzi, appassionarmici.

Il linguaggio piemontese intessuto nel testo è meraviglioso e difficilmente un non nativo può apprezzarlo a pieno. Ci sono costruzioni, espressioni, modi di dire che possono facilmente passare inosservati, ma che quando ci passi sopra con gli occhi, di colpo la voce di Faussone diventa quella dei vecchi al bar che raccontano le loro storie, lentamente e con la cadenza giusta. C'è un lavoro immane dietro all'affilatura di quel linguaggio e merita ogni ammirazione.

domenica 16 maggio 2021

Quoziente 1000 - Paul Anderson

 

Urania 108, 8 dicembre 1955

Urania 677, 17 agosto 1975


Un concept splendido: cosa succederebbe alla società se il quoziente intellettivo di tutti sulla terra, persone e animali, si alzasse improvvisamente? (Non per tutti alla stessa maniera come suggerisce la quarta di copertina, ma proporzionalmente all'intelligenza originale).

Un concept splendido che viene però affrontato in maniera poco soddisfacente e frammentata. Mi sono distratto molte volte leggendo per via di sottostorie aperte e dimenticate, personaggi abbandonati, situazioni che non vedevo l'ora di veder esplorate che si perdevano in una matassa indefinita.

Invece non esploriamo il lato umano delle fattorie gestite con l'aiuto degli animali stessi e i dilemmi etici che si portano, non esploriamo il lato spaziale delle nuove frontiere della scienza che analizza il fenomeno che aveva fin'ora inibito l'intelligenza sulla terra, non esploriamo tutte quelle nuove forme di comunicazione e interazione ad alta intelligenza che in mano a un autore più focalizzato sulla costruzione di mondi avrebbero potuto essere grandiose.


Mi aspettavo molto di più da quello che penso sia stato un grande successo degli Urania, per via della ristampa e perché è un ritrovamento regolare sulle bancarelle.


martedì 9 febbraio 2021

Stupore e tremori - Amélie Nothomb

 


Non avevo mai letto nulla di Amélie Nothomb, e me ne sono già pentito dopo aver letto questo suo romanzo autobiografico. 

Racconta della sua vita in una azienda giapponese, da immigrata europea, e dell'enorme shock culturale subito con delle dinamiche lavorative radicalmente diverse, con equilibri di potere sommersi e invisibili, pronti ad aprirsi come botole e trabocchetti sotti ai piedi di chi ne è ignaro. Mi ricorda molto Sol Levante di Crichton, come sensazione di alienamento nell'inserirsi nella cultura aziendale giapponese, ma senza quella vena di saccenza, anzi: Amélie Nothomb ci prende per mano nella sua discesa e non ci sentiamo mai male per lei, punizione dopo punizione, degrado dopo degrado. Come lei accetta questi cambiamenti come esperienza e parte del processo, anche noi lettori facciamo altrettanto.

C'è una enorme e meravigliosa calma che scorre dietro al racconto.

venerdì 5 febbraio 2021

Il racconto dell'isola sconosciuta - José Saramago

 


Premesse da fiaba classica, con un re, delle procedure di corte, una struttura gerarchica e protocollare vagamente comica e da affrontare. Molto divertenti e piacevoli.
Purtroppo finiscono in una lunga discesa nelle riflessioni filosofiche che perdono completamente di vista la storia iniziale che sembrava semplice e ingenuamente infantile, come piace a me.
Sul formato del racconto breve poi, i dialoghi non spezzati di Saramago diventano un pantano da leggere. Normalmente ci si abitua nelle prime trenta pagine e poi diventano sopportabili, qua c'è solo la fatica.
Meh.