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mercoledì 18 giugno 2014

Diario di un killer sentimentale - Luis Sepulveda

Diario di un killer sentimentale, journal

Ero abituato ad un Sepulveda più favoleggiante, più naturale, più politico.
Il Diario di un killer sentimentale cambia tutti i suoi canoni portandoci in ambienti urbani, alberghi, mercati, conferenze. Ma lascia un po' di amaro, sembra avere tutte le premesse per un ottimo romanzo, ma viene troncato di colpo con una coincidenza più che attesa che rovina tutta l'atmosfera.

Il titolo spiega prassappoco tutto. Un killer, con un obiettivo da eliminare. La ragazza a cui si è incautamente legato, in maniera irresponsabile secondo ogni regola del buon killer, lo lascia in maniera confusa durante la missione, portandolo ad essere avventato e a commettere degli errori.

La serie di coincidenze più che attesa, perché non c'era altro modo di far concludere la storia in così poco tempo, lo porta a risolvere il suo problema sentimentale in modo tanto drastico quanto "bisognoso di ulteriori spiegazioni". Almeno un altro capitolo, su, ce lo meritavamo.

Non è un capolavoro? Probabilmente. Ma è intenso e si legge in un sorso solo, grazie allo stile incredibilmente asciutto e minimale di Sepulveda, quindi vale ogni minuto del tempo che prende!

Spero che un giorno Sepulveda lo espanda in un romanzo più articolato.

venerdì 21 febbraio 2014

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare - Luis Sepulveda

Dopo aver intravisto tra le nuove uscite la Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza, e dopo aver pensato di aver bellamente ignorato Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, che nella mia mente formavano una sorta di saga unica nella produzione di Sepulveda, ho deciso di riprendere in mano la Gabbianella e il Gatto, per rientrare in atmosfera prima di leggere gli altri due racconti.

Spesso libri analoghi mi hanno deluso, in una rilettura. Mi deludono le storie con tante pretese, che vogliono avere troppi livelli di lettura e troppa profondità. Non è successo in questo caso. Il racconto è semplice, i messaggi sono semplici e profondi, ma accessibili anche con una lettura ingenua, e questo lo apprezzo.

Per quanto irrealistica, mi piace l'interpretazione fedele e leale della comunità felina, lo scegliere accuratamente le persone di cui fidarsi, il capire quali umani o animali meritino attenzione e cura.
Si sente davvero tanto che Sepulveda è abituato ad interagire con dei gatti, per coglierne così bene lo spirito.

Spesso si sente citare "Vola solo chi osa farlo", come frase topica del libro. Io vorrei citare un'altra che mi sembra molto più emblematica:
Attendevano quel momento da molto tempo. Con tutta la pazienza che contraddistingue i gatti, avevano aspettato che la gabbianella comunicasse loro il suo desiderio di volare, perché grazie a un'ancestrale saggezza capivano che volare è una decisione molto personale.