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martedì 10 ottobre 2017
Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace
Una cosa divertente che non farò mai più (Shipping Out) è un saggio di Wallace, ma non fatevi ingannare dalle associazioni mentali che vi assalgono sentendo la parola "saggio". Diciamo un "reportage" scritto con occhio comico e attento.
Un reportage di una "crociera extralusso sette notti ai Caraibi", dove l'autore viene inviato per osservare, raccontare, intrattenere.
Il racconto della crociera parte in maniera grandiosa, intrattiene, diverte, sconvolge, purtroppo Wallace si lascia sfuggire il controllo e diventa palese che inventa troppo di quel che gli succede. I personaggi che incontra sono tutti "troppo giusti" per la situazione in cui li inserisce. I compagni di tavola sono "troppo ben abbinati" al filo comico che sta seguendo. I personaggi dall'aria cattiva sono "troppo perfetti" nella loro intransigenza. Anche il tempo totale non torna, l'autore rimarca più e più volte la sua agorafobia e come abbia passato gran parte del tempo chiuso nella sua stanza, come abbia guardato dozzine di volte gli stessi film, come abbia dormito più a lungo e meglio che mai. E nonostante questo incontra dozzine di persone, partecipa a (quasi) ogni evento, esplora, interroga, osserva ogni angolo della nave. Tutto questa incongruenza si sopporta molto bene per amor di intrattenimento, ma ci si sente traditi per le promesse iniziali di estremo realismo nell'osservazione e nel racconto.
venerdì 25 dicembre 2015
La sovrana lettrice - Alan Bennett
La sovrana lettrice è un libro davvero strano. È molto breve, quindi si legge tutto d'un fiato senza interruzioni, ci cala in un mondo speciale e ci lascia smarriti uscendone, tutto nel giro di un paio d'ore.
La protagonista è una regina Elisabetta, perfetta macchina burocratica di rappresentanza, completamente assorta dai suoi doveri e dal "vivere" il mondo in prima persona, che scopre la lettura grazie ad una improbabile biblioteca itinerante che visita Buckingham Palace.
Bennet usa la regina come tramite per parlarci di molti autori, dei loro messaggi. Modifica la protagonista immaginando che questi messaggi si accumulino uno sull'altro, portando la regina a diventare sempre più umana, a notare le persone attorno a lei, a desiderare non solo le formalità, ma degli scambi di opinioni veri con tutti i suoi ospiti.
Non mancano bordate in ogni direzioni ai politici inglesi (di una decina d'anni fa), non sempre citati per nome ma a volte riconoscibili - probabilmente sempre, per un lettore che segue la scena politica inglese, non per me. Purtroppo la satira politica si perde un po' per i lettori stranieri, ma merita di essere letto per la semplice storia umana della regina, la uncommon reader, cambiata dai libri e del suo factotum Norman, perfetto complice delle sconvenienti letture.
La protagonista è una regina Elisabetta, perfetta macchina burocratica di rappresentanza, completamente assorta dai suoi doveri e dal "vivere" il mondo in prima persona, che scopre la lettura grazie ad una improbabile biblioteca itinerante che visita Buckingham Palace.
Bennet usa la regina come tramite per parlarci di molti autori, dei loro messaggi. Modifica la protagonista immaginando che questi messaggi si accumulino uno sull'altro, portando la regina a diventare sempre più umana, a notare le persone attorno a lei, a desiderare non solo le formalità, ma degli scambi di opinioni veri con tutti i suoi ospiti.
Non mancano bordate in ogni direzioni ai politici inglesi (di una decina d'anni fa), non sempre citati per nome ma a volte riconoscibili - probabilmente sempre, per un lettore che segue la scena politica inglese, non per me. Purtroppo la satira politica si perde un po' per i lettori stranieri, ma merita di essere letto per la semplice storia umana della regina, la uncommon reader, cambiata dai libri e del suo factotum Norman, perfetto complice delle sconvenienti letture.
sabato 18 ottobre 2014
Il furto del grande dinosauro - David Forrest
Un libro che promette molto, dalle idee brillanti, ma che lascia insoddisfatti e un po' annoiati.
L'idea è ottima, si parte con una spia Inglese a New York, con delle informazioni sconvolgenti da recapitare in patria. Poco prima di morire riesce a nascondere i microfilm in un museo e a dare informazioni frammentarie su cosa fare alla sua tata incontrata per caso.
Questo mette in moto un agguerrito gruppo di tate che devono (come da titolo) rubare il grande dinosauro in cui è nascosto il microfilm, lottando contro la polizia americana e contro stuoli di spie da ogni angolo del mondo.
Purtroppo il libro è invecchiato male, la cortina di ferro non suscita più le stesse emozioni, il mondo non è più così diviso e i giochi di potere sono cambiati.
I personaggi comici delle spie cinesi indottrinate con i motti di Mao da applicare alla lettera ormai fanno solo tristezza, e gli stereotipi nazionali imbarazzano il lettore, più che divertirlo.
Grande idea, alcuni spunti davvero ilari, ma ha sofferto davvero troppo gli anni (e la traduzione pessima non l'ha aiutato).
L'idea è ottima, si parte con una spia Inglese a New York, con delle informazioni sconvolgenti da recapitare in patria. Poco prima di morire riesce a nascondere i microfilm in un museo e a dare informazioni frammentarie su cosa fare alla sua tata incontrata per caso.
Questo mette in moto un agguerrito gruppo di tate che devono (come da titolo) rubare il grande dinosauro in cui è nascosto il microfilm, lottando contro la polizia americana e contro stuoli di spie da ogni angolo del mondo.
Purtroppo il libro è invecchiato male, la cortina di ferro non suscita più le stesse emozioni, il mondo non è più così diviso e i giochi di potere sono cambiati.
I personaggi comici delle spie cinesi indottrinate con i motti di Mao da applicare alla lettera ormai fanno solo tristezza, e gli stereotipi nazionali imbarazzano il lettore, più che divertirlo.
Grande idea, alcuni spunti davvero ilari, ma ha sofferto davvero troppo gli anni (e la traduzione pessima non l'ha aiutato).
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