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venerdì 25 dicembre 2015

La sovrana lettrice - Alan Bennett

La sovrana lettrice è un libro davvero strano. È molto breve, quindi si legge tutto d'un fiato senza interruzioni, ci cala in un mondo speciale e ci lascia smarriti uscendone, tutto nel giro di un paio d'ore.

La protagonista è una regina Elisabetta, perfetta macchina burocratica di rappresentanza, completamente assorta dai suoi doveri e dal "vivere" il mondo in prima persona, che scopre la lettura grazie ad una improbabile biblioteca itinerante che visita Buckingham Palace.

Bennet usa la regina come tramite per parlarci di molti autori, dei loro messaggi. Modifica la protagonista immaginando che questi messaggi si accumulino uno sull'altro, portando la regina a diventare sempre più umana, a notare le persone attorno a lei, a desiderare non solo le formalità, ma degli scambi di opinioni veri con tutti i suoi ospiti.

Non mancano bordate in ogni direzioni ai politici inglesi (di una decina d'anni fa), non sempre citati per nome ma a volte riconoscibili - probabilmente sempre, per un lettore che segue la scena politica inglese, non per me. Purtroppo la satira politica si perde un po' per i lettori stranieri, ma merita di essere letto per la semplice storia umana della regina, la uncommon reader, cambiata dai libri e del suo factotum Norman, perfetto complice delle sconvenienti letture.

sabato 26 luglio 2014

La cerimonia del massaggio - Alan Bennett

La cerimonia del massaggio, journal.

L'umorismo di La cerimonia del massaggio è molto sottile, raffinato. Uno stile più simile a quello dei racconti da rivista che a quel che ci si può aspettare da un romanzo.

Padre Joliffe, un sacerdote di rito anglicano, deve celebrare la commemorazione per Clive, massaggiatore delle star, morto in un paese straniero in circostanze non chiare, per un pubblico di personaggi pubblici di ogni campo, che scoprono di essere stati tutti clienti dello scomparso.

Il punto di vista è doppio, Joliffe che vuole raccontare del suo rapporto personale con il massaggiatore, come abbia cambiato il suo rapporto con la socialità e l'abbia aiutato ad accettare la sua omosessualità, contrapposto agli occhi di Treacher, inviato per valutare la prestazione di Joliffe nel celebrare un funerale impegnativo e sotto gli occhi dei media, in cui occorre un grande senso dell'equilibrio per non uscire dalla linea che separa spettacolo e religione. Per accontentare sia Dio che i presenti.

Il balletto di voci, testimonianze, ammissioni e scandali, continua svelando strato dopo strato la figura di Clive, parlando in maniera molto diretta e aperta dell'AIDS e dell'ignoranza/noncuranza diffusa a riguardo (un tema che non avrei mai pensato potesse essere usato così efficacemente in un pezzo umoristico).