Forse è stata la saga/serie che ho bruciato più rapidamente.
Il terzo volume segue l'andamento che si era visto, sempre meno spettacolo, tv, trucchi ed abiti, e sempre più violenza, dolore reale e non orchestrato, sempre più crudeltà della guerra.
Gli Hunger Games non hanno un ruolo diretto in Il canto della rivolta, ma sono ancora il motore che muove gran parte dei personaggi in gioco.
Katniss smette di essere una pedina ed inizia ad interpretare il gioco di strateghi e politici. Si rende conto pagina dopo pagina che sostituire un regime con un regime diverso, per quanto si presenti con una faccia sorridente pulita e nuova, non risolverebbe alcuna situazione, ed è questa consapevolezza che nei momenti di lucidità guidano le sue scelte.
Le storie sentimentali vengono spezzate, brutalizzate e menomate dalla guerra, dalle torture e da semplici scelte di vita, ma apprezzo come siano comunque arrivate a snodarsi senza traumi, per non distrarre dalla critica vera del romanzo.
Riassunto, per tutta la trilogia: leggetela. Davvero.
Visualizzazione post con etichetta hunger games. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hunger games. Mostra tutti i post
lunedì 17 febbraio 2014
sabato 15 febbraio 2014
La ragazza di fuoco - Suzanne Collins
Finito il primo volume della trilogia, si resta con un senso di vuoto. La storia finiva in maniera buona, restavano in sospeso pochi dettagli amorosi, ma l'ambientazione stessa impediva di immaginare un futuro negativo per la protagonista.
Ma questo seguito smonta ogni teoria di questo genere, e di spiega che invece può tutto andare storto!
La ragazza di fuoco si stacca subito dal modello di Hunger games, passando drasticamente dal libro di intrattenimento alla critica sociale aperta e diretta. Parla dei sistemi che un governo può usare per controllare le persone, la paura, l'intrattenimento, l'ignoranza. Parla di come spesso il desiderio di salvare e proteggere le persone attorno a noi sia più forte del desiderio di salvare se stessi.
Smette di essere una storia per giovani nel momento in cui Katniss non ha più il controllo della situazione. Nel primo romanzo era lei a guidare il gioco per la sopravvivenza, qui non è che una pedina in un gioco più grande e maturo, che la tiene all'oscuro di ogni sorta di segreti e dettagli perché potrebbe solo fare dei danni per quanto è in vista e incapace di controllarsi. Katniss resta il paio di occhi attraverso cui vediamo la storia, ma ha un ruolo incredibilmente passivo ed inconsapevole.
Insomma, il realismo della vita politica, seppur di un mondo distopico, impone che l'esperienza nel governare si possa raggiungere solo in molti anni di gavetta ed errori e selezioni. Da giovani si può essere un simbolo, forse, ma difficilmente una mente.
Dal punto di vista narrativo, nonostante sia meno travolgente di quanto mi aspettassi, la prosa scarna è sempre quella (niente effetto lievitazione dei seguiti che vediamo tanto spesso), la storia è più appassionante, gli ambienti più crudeli ed inaspettati, raramente un piano o un progetto vanno come i personaggi desiderano o come il lettore si aspetta. Si arriva letteralmente alla penultima pagina senza alcuna certezza, a parte che non si può smettere di leggere!
Ma questo seguito smonta ogni teoria di questo genere, e di spiega che invece può tutto andare storto!
La ragazza di fuoco si stacca subito dal modello di Hunger games, passando drasticamente dal libro di intrattenimento alla critica sociale aperta e diretta. Parla dei sistemi che un governo può usare per controllare le persone, la paura, l'intrattenimento, l'ignoranza. Parla di come spesso il desiderio di salvare e proteggere le persone attorno a noi sia più forte del desiderio di salvare se stessi.
Smette di essere una storia per giovani nel momento in cui Katniss non ha più il controllo della situazione. Nel primo romanzo era lei a guidare il gioco per la sopravvivenza, qui non è che una pedina in un gioco più grande e maturo, che la tiene all'oscuro di ogni sorta di segreti e dettagli perché potrebbe solo fare dei danni per quanto è in vista e incapace di controllarsi. Katniss resta il paio di occhi attraverso cui vediamo la storia, ma ha un ruolo incredibilmente passivo ed inconsapevole.
Insomma, il realismo della vita politica, seppur di un mondo distopico, impone che l'esperienza nel governare si possa raggiungere solo in molti anni di gavetta ed errori e selezioni. Da giovani si può essere un simbolo, forse, ma difficilmente una mente.
Dal punto di vista narrativo, nonostante sia meno travolgente di quanto mi aspettassi, la prosa scarna è sempre quella (niente effetto lievitazione dei seguiti che vediamo tanto spesso), la storia è più appassionante, gli ambienti più crudeli ed inaspettati, raramente un piano o un progetto vanno come i personaggi desiderano o come il lettore si aspetta. Si arriva letteralmente alla penultima pagina senza alcuna certezza, a parte che non si può smettere di leggere!
giovedì 13 febbraio 2014
The Hunger Games - Suzanne Collins
Era da tanto tempo che un libro non mi avvinceva come The Hunger Games. Essere un libro per "giovani adulti" non ne sminuisce il valore.
Lo stile è essenziale, senza fronzoli, ci si trova in piena azione prima ancora di aver potuto guardare il panorama. L'ambientazione, i dettagli di questa distopia barocca colorata e carnevalesca, si allineano e mettono a fuoco un pezzo alla volta, guardando fuori dal treno in corsa!
Penso di essere stato trainato molto dalla scrittura al presente, che ho trovato molto raramente nelle mie letture. Sono un lettore visuale, e mentre nelle storie raccontate al passato mi sembra di leggere un resoconto di fatti già successi ed immutabili, con una storia al presente la mia mente li fa succedere in tempo reale, sembrano meno certi, non c'è un finale buono che aspetta solo di essere rivelato.
La storia non è originalissima, l'abbiamo già vista nel franchise di Battle Royale (un po' di film e qualche adattamento come manga). L'abbiamo vista in La Grande Marcia di Stephen King, pubblicato nel non-troppo-onorevole Urania 1001 sotto pseudonimo, in Italia. Ma non ci importa, soffriamo comunque con Katniss la sete, la fame, le ustioni, la difficoltà di uccidere per gioco.
In Hunger Games c'è una storia d'amore, ma non pensate a Twilight o alle ultime tendenze sulla sua scia. C'è, c'è persino un triangolo amoroso appena accennato, che suppongo giocherà un ruolo importante nel seguito della trilogia. Ma la storia d'amore c'è perché la protagonista - è adolescente ed è parte di quel che vive, ma non è funzionale alla trama se non in maniera decisamente antiromantica.
Katniss è l'uomo di casa, caccia, protegge la famiglia, va a combattere quando la sua morale le impone di farlo.
Hunger Games è stata la scoperta più piacevole dell'anno, in quanto a letture!
Lo stile è essenziale, senza fronzoli, ci si trova in piena azione prima ancora di aver potuto guardare il panorama. L'ambientazione, i dettagli di questa distopia barocca colorata e carnevalesca, si allineano e mettono a fuoco un pezzo alla volta, guardando fuori dal treno in corsa!
Penso di essere stato trainato molto dalla scrittura al presente, che ho trovato molto raramente nelle mie letture. Sono un lettore visuale, e mentre nelle storie raccontate al passato mi sembra di leggere un resoconto di fatti già successi ed immutabili, con una storia al presente la mia mente li fa succedere in tempo reale, sembrano meno certi, non c'è un finale buono che aspetta solo di essere rivelato.
La storia non è originalissima, l'abbiamo già vista nel franchise di Battle Royale (un po' di film e qualche adattamento come manga). L'abbiamo vista in La Grande Marcia di Stephen King, pubblicato nel non-troppo-onorevole Urania 1001 sotto pseudonimo, in Italia. Ma non ci importa, soffriamo comunque con Katniss la sete, la fame, le ustioni, la difficoltà di uccidere per gioco.
In Hunger Games c'è una storia d'amore, ma non pensate a Twilight o alle ultime tendenze sulla sua scia. C'è, c'è persino un triangolo amoroso appena accennato, che suppongo giocherà un ruolo importante nel seguito della trilogia. Ma la storia d'amore c'è perché la protagonista - è adolescente ed è parte di quel che vive, ma non è funzionale alla trama se non in maniera decisamente antiromantica.
Katniss è l'uomo di casa, caccia, protegge la famiglia, va a combattere quando la sua morale le impone di farlo.
Hunger Games è stata la scoperta più piacevole dell'anno, in quanto a letture!
Iscriviti a:
Post (Atom)


