sabato 10 settembre 2016

Elly Penny - (Dis)avventure al campeggio - Ruth McNally Barshaw

Che fare quando ti costringono a partire per il campeggio con la combriccola di parenti più noiosa del mondo? Povera Elly, ci sono proprio tutti: zia Arg, zio Tristan, il suo fratellino scimmia Ben-Ben, e tre cugini insopportabili Ericretino, Deanna La Lagna e la piccola Prissy Schiffy. A Elly rimane solo una via di scampo: scrivere e disegnare tutto nel suo diario! Età di lettura: da 7 anni.

Vanno di gran moda i "diari illustrati" per ragazzi. Elly Penny mi sembrava dare una prospettiva diversa, meno personale e più sociale e di osservazione, quindi gli ho dato una speranza, e ne sono ben felice.

Elly Penny (o pre-traduzione Elly McDoodle) è una ragazzina che compila con grande assiduità un suo diario illustrato. Annota tutto quel che impara, scopre, osserva. Parla della sua famiglia, degli altri ragazzi, dei giochi e dei problemi che affronta.

Il grande tema di questo primo diario illustrato è il rapporto con "i parenti antipatici". Seguiamo Penny costretta ad andare in campeggio con gli zii e i cugini che non sopporta, che hanno abitudini diverse da quelle della sua famiglia che le sono care come sono care a qualsiasi ragazzo le sue consuetudini.
Senza mai parlarne esplicitamente, ci viene mostrato un avvicinamento progressivo ai cugini, per varie ragioni e quindi agli zii, man mano che li umanizza, scopre che anche loro hanno passioni, curiosità e interessi, a volte paralleli ai suoi, a volte no, ma pur sempre passioni forti e umane.

E' un tema che non mi è mai capitato di veder affrontare da un libro per ragazzi, e il risultato è ottimo, anche aiutato dalla mole di osservazioni sulla natura e sui giochi che funzionano benissimo nel diluire la vera storia e nel non "imporla", rendendola pesante.

sabato 3 settembre 2016

Valentino - Natalia Ginzburg

«Parte dal trito, dal logoro della vita quotidiana; e, mentre ne sottolinea l'assenza, vi costruisce sopra una stilizzata ed ironica favola. Ma codesta professione di ingenuità surreale non obbedisce, nelle sue intenzioni, a un partito preso dell'intelligenza. Ricorrendo alle sue dolci e incantate macchiette, la Ginzburg vuol identificarsi con il senso stesso, assurdo e doloroso, della vita».

Natalia Ginzburg affronta dei temi delicati in questo romanzo breve.

Valentino è la storia di una famiglia, come è caro all'autrice. Un padre devoto, due figlie e il figlio maggiore, Valentino appunto.

Valentino è destinato a grandi cose, a una brillante carriera di medico, e tutte le risorse familiari finiscono investite sul suo futuro, a costo di privare tutti anche dei beni di prima necessità.
Valentino è bello, biondo, vanesio, ama i begli abiti, la bella vita, le ragazzette giovani e superficiali, ma decide di sposare Maddalena, una donna ricca e brutta che si prodiga per lui e la sua famiglia.

Da qui la storia vira su temi insoliti, si allude a Kit, un suo amico intimo di lunga frequentazione, all'insoddisfazione della moglie Maddalena. La sorella minore Caterina, la voce narrante, viene fortemente spinta verso un matrimonio verso questo amico, per tenerlo legato alla famiglia, ma la promessa viene spezzata e Kit si suicida disperato.

L'omosessualità di Valentino, fonte del suo disagio, non viene mai affrontata apertamente, né discussa. E' sepolta in profondità nel racconto, così come è sepolta in profondità nella società di cui si parla.

Tutto torna insieme nella triste battuta finale di Maddalena, ormai separata: "Avrei sopportato qualunque cosa, qualunque storia con una donna. Ma non questa cosa qui", che svela il cuore del conflitto coniugale.

Valentino è uno dei racconti più anonimi di Natalia Ginzburg e allo stesso tempo tra i più significativi per il messaggio che prova a portare in un'epoca in cui pochi scrittori si esponevano così platealmente nel parlare dell'omosessualità nei suoi aspetti di dramma personale da vivere.

martedì 30 agosto 2016

Il trattamento ridarelli - Doyle Roddy

Un libro per bambini con disturbo dell'attenzione? Forse, è l'unica spiegazione che mi posso dare.
"Un genio assoluto" dice l'endorsment della Rowling sulla copertina. Probabilmente detto in maniera sarcastica, ma si sa che per scritto il sarcasmo è difficile da cogliere.

I ridarelli sono queste creaturine mimetiche che puniscono gli adulti che si comportano male con i bambini facendo loro pestare cacche di cane. Vogliono punire il signor Mack, ma il signor Mack in realtà è buono, i suoi figli e il cane di casa lo scoprono e arrivano in tempo per impedirgli di pestare la cacca. Fine.

Aggiungi riempitivi vari, capitoli meta, digressioni sparse e sconclusionate piene di umorismo che farebbe storcere il naso a gran parte dei bambini che ha già aperto altri tre libri prima di questo, ed il Capolavoro è pronto alle stampe.

Salvo i disegni, ma solo quelli.

sabato 27 agosto 2016

Le piccole virtù - Natalia Ginzburg


Undici testi tra autobiografia e saggio. Undici modi di «sentire» fatti, cose, gesti, voci.
Tutti i romanzi di Natalia Ginzburg sono in qualche modo autobiografici, Le piccole virtù è il primo che incontro a esserlo esplicitamente.

Gli undici capitoli, slegati tra loro, dipingono una vita intera grazie a dettagli e piccoli aneddoti, persone importanti della sua vita, riflessioni sulla società e sull'educazione.

Ho trovato speciale e toccante il brano dedicato al Ritratto di un amico, in cui crea questa immagine di uno scrittore solo e in lotta con il mondo. Solo la (celebre) morte in una camera d'albergo di fronte alla stazione di Porta Nuova, a Torino, mi ha fatto unire tutti i puntini identificandolo come Cesare Pavese. Sarebbe un brano da leggere, studiando Pavese, per lo spessore umano che aggiunge allo Scrittore, visto come entità da sezionale in temi e periodi e stile e influenze.

Natalia Ginzburg sfocia quasi nel comico, un pezzo di stand-up comedy di grande impatto, Io e lui, con un confronto spietato tra lei e il marito, con interessi, obiettivi, passioni, approcci radicalmente diversi e spesso contrapposti. Quasi nel comico e non completamente, perché c'è un pronfodo affetto nascosto sotto le scene improbabili che racconta.

Un grande tema che attraversa tutti i brani di questa raccolta è quella della passione, del seguire le passioni, del coltivarle, di come si riflettono su chi ci sta attorno facendolo reagire diversamente alla nostra presenza.

martedì 16 agosto 2016

Il professor Gargoyle - Charles Gilman

 Scuola Media Lovecraft #1

La nuova serie di romanzi da brivido targata Salani Editore. Preparatevi a fare i conti con i vostri peggiori incubi! Strane cose stanno accadendo alla Scuola Media Lovecraft. Ratti saltano fuori dagli armadietti. Gli studenti scompaiono. La biblioteca scolastica è un vero e proprio labirinto di corridoi. E l'insegnante di scienze si comporta in modo molto particolare. Infatti, sembra proprio essere un mostro mascherato da essere umano. Robert Arthur ora sa che la sua seconda media sarà qualcosa di molto molto strano. Questo primo volume della serie pone le basi per tutte le avventure che seguiranno.

La scuola media Lovecraft è un'ambientazione bellissima. Costruita riciclando pezzi e materia della villa di un cultista dedito agli esperimenti, è piena di portali, di creature, di misteri.

Buttarci dentro un ragazzo normale e senza alcuna esperienza dell'occulto può solo creare situazioni entusiasmanti! O mortali.

Bellissima l'idea di usare un'ambientazione lovecraftiana per un romanzo per ragazzi. Questo lo rende doppiamente godibile, leggendo la storia ingenua e giocando a trovare riferimenti e allusioni al "canone", le formule, le creature, gli antichi, le dimore scricchiolanti dietro alle cui porte si nascondono immancabilmente orrori appena descrivibili.

Robert Arthur, il protagonista, è un ragazzo estremamente comune. Il suo problema principale è Glenn, il bullo che lo tormenta, ed è quella la grande evoluzione di questo primo racconto. Robert è solo e vessato all'inizio, ma i pericoli della scuola spingono insieme e rendono amici per sopravvivenza i due ragazzi. Certo, a loro si unisce una ragazza-fantasma, ma è secondario.

Il professor Gargoyle del titolo, nome esteso Garfield Goyle, è una delusione perché non mantiene le promesse del suo nome, nonostante la sua malvagità. Anzi, il nome sembra essere quello vero di una persona qualsiasi, il che rende ancora più sconcertante la coincidenza. Non ho apprezzato il titolo-esca, ma lo stile accattivante e le idee di fondo dell'ambientazione hanno compensato ampiamente questa delusione.

mercoledì 10 agosto 2016

Le voci della sera - Natalia Ginzburg

In questo romanzo, scritto durante il soggiorno di Natalia Ginzburg a Londra e uscito per la prima volta nel 1961, è racchiuso il senso delle storie di famiglia: la presenza degli anziani e il venir su dei giovani, quel loro crescere diversi da quanto ci si sarebbe aspettato, l'allacciarsi e il mutare degli amori, delle amicizie e delle antipatie, tutte cose che l'autrice esprime con un ardore senza uguali e un'assorta caparbietà, quasi per sottrarle alla devastazione e alla perdita. Come in una lunga saga familiare i personaggi e le vicende si svelano con uno stile spoglio. Della taciturna ragazza che scrive in prima persona soffriamo le speranze e le delusioni senza una riga di commento o giudizio o introspezione. È il modo di raccontare della Ginzburg, fedele al rigore delle notazioni oggettive, attento a riportare le battute di un dialogo, la cadenza di una frase.
Le voci della sera ha uno stile ancora più spoglio di quanto non associassi alla penna di Natalia Ginzburg. In questa piccola saga familiare i personaggi ci vengono presentati uno a uno, ordinatamente, e altrettanto ordinatamente ognuno trova un suo posto preciso, in un equilibrio perfettamente giustificato da tutto il suo passato, le sue aspirazioni e le sue relazioni.

Gli uomini che sembrano prendere le grandi decisioni, sono personaggi molto vuoti, che si lasciano trascinare dagli eventi, ma è ben nascosto questo fenomeno. Le donne hanno uno spessore maggiore, soprattutto quelle giovani e con una buona prospettiva sul mondo, spesso contrapposte a madri o zie dai discorsi vuoti, che evocano lo spirito delle chiacchiere da salotto piemontese.

C'è una grande pacatezza in questo romanzo, mai confusa con la rassegnazione.

Willy acchiappafantasmi e gli extraterrestri - Roger Collinson

Una lettura estiva e leggera, da tenere di fianco alla porta d'ingresso da leggere quando alle quattro del mattino il gatto chiama per entrare, ma vuole prima mangiare i croccantini fuori dalla porta e devo aspettarlo.

Willy è un bambino normale, anzi, è un bambino vintage che ama il fango, i giochi, gli animali e si trova in una società in cui ci si aspetta che i ragazzini della sua età crescano più rapidamente e si dedichino ad attività meno infantili.

Il titolo è un adattamento orrendo in cui si fondono due dei racconti della raccolta completamente scorrelati, quello in cui Willy ha a che fare con i fantasmi e quello in cui incontra degli alieni. Pessima scelta, confusa e pretestuosa.

L'autore è chiaramente un Trekker, le allusioni a Star Trek sono onnipresenti, nei nomi dei personaggi, in situazioni ricorrenti della serie riprese nei racconti. Il nonno stesso di Willy è un trekker (e ammetto che i fan originali della serie hanno l'età giusta per essere nonni), va alle convention, si mette la divisa. Questo aggiunge un livello di complessità e ammiccamenti che rende i racconti piacevoli da leggere anche superata l'età di copertina.

La struttura con personaggi ricorrenti che popolano il mondo di Willy lo rende simpatico alleggerendo la lettura, l'autore ci mette pochissimo a caratterizzare la madre e il nonno e a creare dei pattern di comportamento che ci si aspetta e viene regolarmente interrotto dagli imprevisti che avviano i racconti.