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sabato 11 giugno 2016

#microscifi - AA. VV.

#microscifi è esattamente quel che promette di essere. 19 brevissimi racconti di fantascienza.

Essendo tutti pillole da meno di una pagina, si divorano uno dopo l'altro, non ci si lega mai al racconto in corso ed è facile andare sempre avanti, assetati di nuove idee, nuovi spunti.

La qualità è molto sparsa. Ci sono due, forse tre racconti di ottima qualità nella raccolta. Oltre a questi abbondano i viaggiatori nei buchi neri che diventano divini, i miti di creazione della vita reinterpretati in chiave fantascientifica, qualche viaggio nel tempo. Tante idee classiche e riproposte non sempre in una buona forma. Ci siamo passati tutti, scrivendo, quindi non lo interpreto con malizia, solo come inesperienza.

(Molto brutti i typo nella presentazione del curatore e la mancanza di editing per uniformare lo stile e la punteggiatura dei racconti...)

giovedì 7 aprile 2016

Giallo pisano 2. Racconti gialli e noir - AA. VV.

Una raccolta di racconti legati dalle ambientazioni pisane della defunta Felici Editore.

E ora mi è chiaro perché sia defunta.

Non avevo grandi aspettative per questa raccolta, mi è capitata un po' per caso fra le mani, ma mai esempio migliore dell'utilità di un editor ha visto la stampa.
Punteggiatura usata in maniera casuale, spaziata prima, dopo, prima e dopo.
Dialoghi maltrattati, aperti e chiusi in maniera caotica.
Ortografia e accenti? Non ne parliamo.
Coerenza delle storie? I personaggi che cambiano nome a metà racconto non devono stupirvi.

Trame? Si va avanti nella lettura nella mezza convinzione che potrebbe trattarsi di parodie, tranne in poche eccezioni, chiaramente finite nel volume per caso.

Se era questa l'etica della casa editrice, non mi stupisce affatto che non abbia creato un seguito, anche se aveva la possibilità di radicarsi sul territorio grazie alle pubblicazioni a tema locale. Sembra che non ci sia stata alcuna selezione sui racconti e che nessuno si sia preso neanche il fastidio di rileggerli. Copiaincolla in un unico file e direttamente in stampa.

Che imbarazzo.

Spero che la Istos Edizioni, che ha acquisito il catalogo della Felici, ne sia consapevole e abbia preso le distanze.

lunedì 1 settembre 2014

Capodanno in giallo - AAVV

Capodanno in giallo, journal.

Mi piacciono molto i racconti gialli, specialmente le raccolte a tema, quindi ero felice di questo tema festivo.

Purtroppo costringere gli autori della scuderia Sellerio a scrivere anziché raccogliere racconti già pronti, non si è rivelata una grande idea, con risultati meno che soddisfacenti.

Camilleri l'ho appena provato, le due pagine necessarie a ricordarmi perché l'avevo trovato intollerabile. Se mai lo tradurranno in italiano ci riproverò, per ora non mi vanno letture etniche in lingue diverse dall'italiano e dall'inglese.

Recami mi era nuovo come autore, ed è stata una delle due scoperte della raccolta. Non scrive propriamente un giallo, ma di una sfortunata serie di eventi che si incastrano in una complicata notte di festa nella Casa di Ringhiera che intuisco essere l'ambientazione usuale per le sue storie.

Manzini scrive l'unico vero giallo, in senso classico, di questa raccolta. Morto, testimoni, indagini, scoperte, piste false e piste reali con colpo di scena. Sarà anche incredibilmente tecnico e meno umano degli altri, ma scrive bene e appassiona.

Aykol. Non ho parole, non c'è mistero, non c'è storia. C'è un vagare confuso in un susseguirsi senza speranza di pagine riempite senza sapere dove andare a parare.

Costa è come Camilleri, ma scrive in italiano. Purtroppo scrive di temi e dinamiche che mi sono completamente ignote e che vengono date per scontate (la Sicilia andrà vissuta in prima persona, per capirla). Una volta superato l'impatto iniziale, la storia è divertente, i personaggi hanno un grande spessore e Costa riesce a creare molto rapidamente un passato a tutti gli attori coinvolti, per giustificarne le azioni in scena.

Malvaldi lo apprezzo sempre di più. Nonostante la storia di (simil)goliardia pisana, il racconto sul capodanno pisano è molto godibile e divertente. L'omicidio e la sua soluzione sono di un banale disarmante, quel banale che ti fa pensare "perché non si sono guardati attorno capendo subito chi era il copevole?", ma lo si perdona facilmente, a Malvaldi e alla Loggia del Cinghiale (di cui - non ne sono orgoglioso - avevo sentito parlare e ne avevo letto lo statuto online, diversi anni fa).
Il racconto di Malvaldi sta in fondo alla raccolta per lasciare un buon ricordo globale e lasciare l'impulso a leggere anche la prossima Pasqua in Giallo, o Compleanno in Giallo, quale che sia!

Per riassumere.
Malvaldi: sempre ottimo, anzi, nei racconti si esprime meglio che nei romanzi.
Recami: cercherò dei sui romanzi, ha vinto un nuovo lettore.
Costa e Manzini: medi, probabilmente erano inibiti dal dover scrivere a tema, ma se la sono cavata dignitosamente.
Aykol: anche no.
Camilleri: disapprovo la sua diffusione come scrittore.

domenica 9 febbraio 2014

Dipinto di Noir

Dipinto di Noir, journal.

Una raccolta di racconti di una piccola casa editrice, la Editrice Effequ, ed io ho un debole per le piccole case editrici che salvano dall'oblio dei cassetti racconti o romanzi che meritano di essere letti, ma magari non sono una promessa di caso editoriale, o il nuovo sfumature di grigio di turno.

Questa è una raccolta di nove racconti di tre autori italiani, i cui stili voglio riassumere con una frase dal risvolto di copertina, per una volta affidabile: "c’è la vita di ogni giorno, quella come vorremmo che fosse e la vita come non dovrebbe mai essere."

L'autrice di apertura, Elisabetta Giorgi, non l'avrei messa ad inizio libro, perché l'effetto che mi ha fatto è stato di considerare seriamente se lasciar perdere la raccolta. Ho continuato solo per la promessa di nuovi autori.
Ha uno stile esageratamente onirico e da incubo, che magari sarebbe carino per qualche pagina, ma finisce per risultare esagerato e comico se usato dalla prima all'ultima riga di un racconto, e contribuisce fortemente a rendere incomprensibile ed illogico il primo racconto, comprensibile ma confuso il secondo ed a rovinare il terzo racconto. Questo terzo racconto è dove vi suggerisco di iniziare a leggere, per evitare la sofferenza; si basa su un'ottima idea, con cui è facile relazionarsi, i malintesi creati da bambini che si portano avanti nella vita perché nessuno pensa di spiegarti banalità e fatti che si danno per scontati. Un malinteso di questo genere guida la crescita del bambino protagonista del racconto.

Fabio Montevecchi, decisamente l'autore più godibile di questa raccolta.
Vi parlo di meno dei sui racconti, perché le idee sono nuove e coinvolgenti, anche se in alcuni casi non completamente "pensate" per funzionare in maniera logica. Le ambientazioni sono futuri distopici di vario genere, con società distorte da vizi o problemi dilagati tra la popolazione. Ogni racconto studia uno di questi futuri ed i paradossi sociali che genera.
Da una ricerca veloce l'autore non sembra aver pubblicato nient'altro, ma se lo facesse, sarei un lettore fedele!

Fabrizio Fondi, l'autore dei tre più "canonico", con delle trame pulite che oscillano tra il thriller e l'horror, in varie sfumature non ben definite. Penso sia un autore più che godibile, e il suo "Quello che ho visto" è probabilmente il racconto migliore della raccolta; è una analisi cruda su come viva un veggente, capace di avere flash sul futuro, sui fatti peggiori del futuro, ed essere incapace di cambiarli. Anche se l'idea non è originale, il risultato è dei migliori, inquietante e disturbante nel modo giusto, mi piacerebbe vederla sviluppata in una novelette/novella.

 Riassunto: globalmente promosso, chi ha scelto la macrostruttura va fustigato, saltate i primi due racconti!