Amore, journal.
Amore è una raccolta di tre racconti legati dal tema comune, appunto, dell'amore. Nella società giapponese, dai rituali e tradizioni complesse, anche l'amore fatica ad esprimersi fuori dagli schemi accettati, e quando succede, nasce la storia.
Giardino di rocce
Una coppia di sposi visita Kyoto in viaggio di nozze; la visita ad un giardino di rocce risveglia nel marito i ricordi di un passato lontano e di un triangolo amoroso che ha segnato la sua vita.
Il suo ricordare, anche se mai esplicitato o raccontato alla moglie, finisce per influenzarla e farla a sua volta riflettere su di sé, cambiandola.
Anniversario di matrimonio
Un vedovo riflette sull'avarizia (parsimonia?) della moglie morta, e di come gli impedisca di trovare una nuova donna e risposarsi. Questa riflessione lo porta a ricordare il loro viaggio di nozze, naufragato un pezzo alla volta in una serie compulsiva di ripensamenti.
La morte, l'amore, le onde
L'unico racconto dei tre che non viva nel passato di un protagonista ma si svolge nel presente. Ci parla non dell'amore che sta finendo, dell'amore finito, ma dell'amore che riesce a nascere anche dal desiderio di morte - ben radicato - di due persone.
Questo è il più toccante dei tre racconti. Non solo per il suo essere positivo verso il futuro, anziché richiuso verso il passato, ma soprattutto per la delicatezza con cui si muovono i suoi personaggi, in questo limbo che è l'attesa del momento giusto in cui uccidersi.
mercoledì 19 novembre 2014
sabato 15 novembre 2014
Le ultime lettere - Stieg Larsson
Le ultime lettere, journal.
Larsson è stato un caso editoriale vero, ancora di più per essere morto poco prima del grande successo della trilogia Millennium.
Questo librino raccoglie le ultime mail scambiate con il suo editore, il processo con cui hanno preso vita i suoi romanzi, i "patteggiamenti", le correzioni, considerazioni sui personaggi e sulla storia, la mediazione per produrre una biografia dell'autore fedele ma non troppo autoincensante, perché Larsson era comunque un personaggio pubblico ed impegnato in molte battaglie sociali.
Non è grande letteratura, ma è uno spaccato interessante sulla difficoltà del percorso editoriale, molto più ramificato e ben diverso dal "presento un manoscritto, puff, libro".
Larsson è stato un caso editoriale vero, ancora di più per essere morto poco prima del grande successo della trilogia Millennium.
Questo librino raccoglie le ultime mail scambiate con il suo editore, il processo con cui hanno preso vita i suoi romanzi, i "patteggiamenti", le correzioni, considerazioni sui personaggi e sulla storia, la mediazione per produrre una biografia dell'autore fedele ma non troppo autoincensante, perché Larsson era comunque un personaggio pubblico ed impegnato in molte battaglie sociali.
Non è grande letteratura, ma è uno spaccato interessante sulla difficoltà del percorso editoriale, molto più ramificato e ben diverso dal "presento un manoscritto, puff, libro".
sabato 8 novembre 2014
La storia fantastica - William Goldman
Ripubblicato come La principessa sposa - William Goldman, da Marcos y Marcos.
Quel che mi ha stupito di questo romanzo è la incredibile e totale fedeltà del film omonimo. Deve essere uno dei pochi e rari casi in cui si eguagliano le due versioni.
Il narratore è il bambino che ascolta la storia, ormai adulto e scrittore di professione, che cerca per suo figlio il libro che lo faceva sognare da bambino.
Trovato il tomo, raro e semisconosciuto a gran parte dei librai, si scontra con la terribile realtà, che si trattava di un grosso tomo di storia Fiorinese e satira politica, da cui il padre estraeva sapientemente le poche parti avventurose ed entusiasmanti.
Così ci ri-racconta la storia, guidandoci con le sue note nel corso della riduzione, facendo meta-ironia sulle parti ironiche che non ci racconta e che fanno da simpatico siparietto per sdrammatizzare e spezzare la tensione nei momenti cruciali del'avventura.
Per chi ha amato La storia infinita, questo romanzo (pubblicato sei anni prima) è una lettura obbligata. Ci sono molti spunti e idee che Ende riprende e con cui gioca liberamente, restando in dei confini molto simili a quelli autoimposti da Goldman; quelli di una fiaba ricca di problemi reali che non sfociano mai in un fantasy esplicito.
Quel che mi ha stupito di questo romanzo è la incredibile e totale fedeltà del film omonimo. Deve essere uno dei pochi e rari casi in cui si eguagliano le due versioni.
Il narratore è il bambino che ascolta la storia, ormai adulto e scrittore di professione, che cerca per suo figlio il libro che lo faceva sognare da bambino.
Trovato il tomo, raro e semisconosciuto a gran parte dei librai, si scontra con la terribile realtà, che si trattava di un grosso tomo di storia Fiorinese e satira politica, da cui il padre estraeva sapientemente le poche parti avventurose ed entusiasmanti.
Così ci ri-racconta la storia, guidandoci con le sue note nel corso della riduzione, facendo meta-ironia sulle parti ironiche che non ci racconta e che fanno da simpatico siparietto per sdrammatizzare e spezzare la tensione nei momenti cruciali del'avventura.
Per chi ha amato La storia infinita, questo romanzo (pubblicato sei anni prima) è una lettura obbligata. Ci sono molti spunti e idee che Ende riprende e con cui gioca liberamente, restando in dei confini molto simili a quelli autoimposti da Goldman; quelli di una fiaba ricca di problemi reali che non sfociano mai in un fantasy esplicito.
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sabato 1 novembre 2014
Decisamente morto - Charlaine Harris
Un libro faticoso da iniziare.
Eredità?
Cugina morta?
Convocazione dalla regina?
Avvocato Cataliades?
Presto arriva la consapevolezza di aver saltato un libro. Deve essere quello per forza, perché lo stile della Harris non è quello di iniziare ad azione iniziata, ed anche se fosse sta chiaramente dando per scontato che sappiamo di avvenimenti e personaggi mai visti prima.
Invece no, nessun libro saltato, solo un racconto, che "siccome siamo italiani e non ce ne accorgiamo" non è stato aggiunto per cortesia prima del romanzo, o anche in una raccolta di racconti, se proprio volevano farci faticare, si sarebbe sopportato.
Un bambino rapito viene recuperato grazie ai poteri telepatici di Sookie. Sookie frequenta Quinn la tigre mannara, sempre minacciosa e pronta a toglierla dai casini periodici. Lo svuotamento dell'appartamento della cugina vampiro (nonché amante della regina) si complica quando un mannaro vampirizzato si sveglia nello sgabuzzino della casa da liberare.
Finalmente scopriamo che Sookie ha sangue di fata, aprendo nuovi entusiasmanti orizzonti narrativi.
Eredità?
Cugina morta?
Convocazione dalla regina?
Avvocato Cataliades?
Presto arriva la consapevolezza di aver saltato un libro. Deve essere quello per forza, perché lo stile della Harris non è quello di iniziare ad azione iniziata, ed anche se fosse sta chiaramente dando per scontato che sappiamo di avvenimenti e personaggi mai visti prima.
Invece no, nessun libro saltato, solo un racconto, che "siccome siamo italiani e non ce ne accorgiamo" non è stato aggiunto per cortesia prima del romanzo, o anche in una raccolta di racconti, se proprio volevano farci faticare, si sarebbe sopportato.
Un bambino rapito viene recuperato grazie ai poteri telepatici di Sookie. Sookie frequenta Quinn la tigre mannara, sempre minacciosa e pronta a toglierla dai casini periodici. Lo svuotamento dell'appartamento della cugina vampiro (nonché amante della regina) si complica quando un mannaro vampirizzato si sveglia nello sgabuzzino della casa da liberare.
Finalmente scopriamo che Sookie ha sangue di fata, aprendo nuovi entusiasmanti orizzonti narrativi.
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martedì 21 ottobre 2014
Animorphs #7, The stranger - K. A. Applegate
Animorphs #7, Lo Straniero
Altro libro, altro tentativo di sabotare le piscine dove gli Yeerk sguazzano nella loro ricarica periodica.
Una volta sotto terra, nel momento critico, il tempo si ferma e si manifesta una nuova entità, un nuovo player in città. Ellimist.
Ellimist è un alieno incorporeo, (circa) fuori dal tempo e quasi onnipotente, con un vincolo di non interferenza nelle faccende delle altre razze. Un antico di Stargate, pari pari, insomma, anche se Stargate è iniziato solo qualche mese dopo la pubblicazione di questo volume, eliminando ogni sospetto di plagio.
Ellimist propone di salvare gli Animorphs e le loro famiglie, portarle su un pianeta abitabile e lontano per salvare la razza umana, abbandonando il resto del pianeta al suo destino.
Questo porta ad un serio dibattito morale che ognuno degli Animorphs affronta in maniera diversa, finché non diventa chiaro che si trattava solo di un trucco per aggirare la regola di non interferenza e di dar loro (con la scusa di convincerli ad accettare la rilocazione) indizi che li aiutassero nella missione di distruggere il kandrona, il sole artificiale che tiene in vita gli Yeerk.
Altro libro, altro tentativo di sabotare le piscine dove gli Yeerk sguazzano nella loro ricarica periodica.
Una volta sotto terra, nel momento critico, il tempo si ferma e si manifesta una nuova entità, un nuovo player in città. Ellimist.
Ellimist è un alieno incorporeo, (circa) fuori dal tempo e quasi onnipotente, con un vincolo di non interferenza nelle faccende delle altre razze. Un antico di Stargate, pari pari, insomma, anche se Stargate è iniziato solo qualche mese dopo la pubblicazione di questo volume, eliminando ogni sospetto di plagio.
Ellimist propone di salvare gli Animorphs e le loro famiglie, portarle su un pianeta abitabile e lontano per salvare la razza umana, abbandonando il resto del pianeta al suo destino.
Questo porta ad un serio dibattito morale che ognuno degli Animorphs affronta in maniera diversa, finché non diventa chiaro che si trattava solo di un trucco per aggirare la regola di non interferenza e di dar loro (con la scusa di convincerli ad accettare la rilocazione) indizi che li aiutassero nella missione di distruggere il kandrona, il sole artificiale che tiene in vita gli Yeerk.
Torre di cristallo - Robert Silverberg
Urania Classici 205, Aprile 1994
Torre di cristallo non ha vinto il premio Hugo, nel suo anno di pubblicazione. Doveva esserci davvero una concorrenza spietata.
Siamo in un futuro coerente e ben studiato, discreto e sottile nella sua struttura.
Krug è l'uomo più ricco ed influente sulla terra. Lui ha "inventato" gli androidi, umani artificiali nati dalla vasca, più forti e più intelligenti degli umani ed usati come schiavi più versatili dei robot.
L'ossessione di Krug sono dei messaggi extraterrestri, a cui vuole rispondere per saperne di più nel corso della sua vita, e l'unico modo per riuscirci è la Torre, un'opera monumentale in cui investe ogni sua energia e risorsa.
Non sa però che tra la numerosa popolazione di androidi sulla terra si è diffuso il culto di Krug, che lo venera (o meglio, venera la sua idea come creatore) come se fosse un Dio/profeta destinato un giorno a liberarli ed a concedere a tutti i nati dalla vasca gli stessi diritti dei nati dal ventre, gli umani.
Un grande romanzo, nonostante la risoluzione un po' deludente della linea narrativa riguardante la torre, su cui si crea troppa aspettativa. La descrizione della società androide e dei due approcci che segue nella sua lotta, politico e religioso, riprende molto fedelmente i movimenti per i diritti di neri negli Stati Uniti del secolo scorso, senza che questo parallelo faccia perdere di forza alla storia.
Oggi si parla molto di clonazione, di riproduzione in vitro di un embrione umano perfetto. In questo immaginoso romanzo di Silverberg, uno dei suoi più belli in assoluto, la riproduzione dell'essere umano - o, per meglio dire, la sua "registrazione" - avviene seguendo un altro sistema. Che consiste nell'immagazzinare la memoria in appositi banchi, e quindi nel trapiantarli nel cervello di chi può permetterselo. In questa maniera i magnati del futuro potranno godere di una o più personalità multiple (o di riserva) destinate a convivere più o meno a lungo accanto a quella originale. Da questo spunto fantapsicologico prende il via una storia ricca di suspense ambientata in un mondo di crudeli giochi di potere e raffinate forme di tortura. Un mondo in cui nessuno può rinchiudersi in una torre d'avorio ma in cui, al massimo, si può lottare e tentare di vincere la partita da una ... torre di cristallo.
Torre di cristallo non ha vinto il premio Hugo, nel suo anno di pubblicazione. Doveva esserci davvero una concorrenza spietata.
Siamo in un futuro coerente e ben studiato, discreto e sottile nella sua struttura.
Krug è l'uomo più ricco ed influente sulla terra. Lui ha "inventato" gli androidi, umani artificiali nati dalla vasca, più forti e più intelligenti degli umani ed usati come schiavi più versatili dei robot.
L'ossessione di Krug sono dei messaggi extraterrestri, a cui vuole rispondere per saperne di più nel corso della sua vita, e l'unico modo per riuscirci è la Torre, un'opera monumentale in cui investe ogni sua energia e risorsa.
Non sa però che tra la numerosa popolazione di androidi sulla terra si è diffuso il culto di Krug, che lo venera (o meglio, venera la sua idea come creatore) come se fosse un Dio/profeta destinato un giorno a liberarli ed a concedere a tutti i nati dalla vasca gli stessi diritti dei nati dal ventre, gli umani.
Un grande romanzo, nonostante la risoluzione un po' deludente della linea narrativa riguardante la torre, su cui si crea troppa aspettativa. La descrizione della società androide e dei due approcci che segue nella sua lotta, politico e religioso, riprende molto fedelmente i movimenti per i diritti di neri negli Stati Uniti del secolo scorso, senza che questo parallelo faccia perdere di forza alla storia.
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sabato 18 ottobre 2014
Il furto del grande dinosauro - David Forrest
Un libro che promette molto, dalle idee brillanti, ma che lascia insoddisfatti e un po' annoiati.
L'idea è ottima, si parte con una spia Inglese a New York, con delle informazioni sconvolgenti da recapitare in patria. Poco prima di morire riesce a nascondere i microfilm in un museo e a dare informazioni frammentarie su cosa fare alla sua tata incontrata per caso.
Questo mette in moto un agguerrito gruppo di tate che devono (come da titolo) rubare il grande dinosauro in cui è nascosto il microfilm, lottando contro la polizia americana e contro stuoli di spie da ogni angolo del mondo.
Purtroppo il libro è invecchiato male, la cortina di ferro non suscita più le stesse emozioni, il mondo non è più così diviso e i giochi di potere sono cambiati.
I personaggi comici delle spie cinesi indottrinate con i motti di Mao da applicare alla lettera ormai fanno solo tristezza, e gli stereotipi nazionali imbarazzano il lettore, più che divertirlo.
Grande idea, alcuni spunti davvero ilari, ma ha sofferto davvero troppo gli anni (e la traduzione pessima non l'ha aiutato).
L'idea è ottima, si parte con una spia Inglese a New York, con delle informazioni sconvolgenti da recapitare in patria. Poco prima di morire riesce a nascondere i microfilm in un museo e a dare informazioni frammentarie su cosa fare alla sua tata incontrata per caso.
Questo mette in moto un agguerrito gruppo di tate che devono (come da titolo) rubare il grande dinosauro in cui è nascosto il microfilm, lottando contro la polizia americana e contro stuoli di spie da ogni angolo del mondo.
Purtroppo il libro è invecchiato male, la cortina di ferro non suscita più le stesse emozioni, il mondo non è più così diviso e i giochi di potere sono cambiati.
I personaggi comici delle spie cinesi indottrinate con i motti di Mao da applicare alla lettera ormai fanno solo tristezza, e gli stereotipi nazionali imbarazzano il lettore, più che divertirlo.
Grande idea, alcuni spunti davvero ilari, ma ha sofferto davvero troppo gli anni (e la traduzione pessima non l'ha aiutato).
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