martedì 21 ottobre 2014

Torre di cristallo - Robert Silverberg

Urania Classici 205, Aprile 1994

Oggi si parla molto di clonazione, di riproduzione in vitro di un embrione umano perfetto. In questo immaginoso romanzo di Silverberg, uno dei suoi più belli in assoluto, la riproduzione dell'essere umano - o, per meglio dire, la sua "registrazione" - avviene seguendo un altro sistema. Che consiste nell'immagazzinare la memoria in appositi banchi, e quindi nel trapiantarli nel cervello di chi può permetterselo. In questa maniera i magnati del futuro potranno godere di una o più personalità multiple (o di riserva) destinate a convivere più o meno a lungo accanto a quella originale. Da questo spunto fantapsicologico prende il via una storia ricca di suspense ambientata in un mondo di crudeli giochi di potere e raffinate forme di tortura. Un mondo in cui nessuno può rinchiudersi in una torre d'avorio ma in cui, al massimo, si può lottare e tentare di vincere la partita da una ... torre di cristallo.

Torre di cristallo non ha vinto il premio Hugo, nel suo anno di pubblicazione. Doveva esserci davvero una concorrenza spietata.

Siamo in un futuro coerente e ben studiato, discreto e sottile nella sua struttura.
Krug è l'uomo più ricco ed influente sulla terra. Lui ha "inventato" gli androidi, umani artificiali nati dalla vasca, più forti e più intelligenti degli umani ed usati come schiavi più versatili dei robot.

L'ossessione di Krug sono dei messaggi extraterrestri, a cui vuole rispondere per saperne di più nel corso della sua vita, e l'unico modo per riuscirci è la Torre, un'opera monumentale in cui investe ogni sua energia e risorsa.

Non sa però che tra la numerosa popolazione di androidi sulla terra si è diffuso il culto di Krug, che lo venera (o meglio, venera la sua idea come creatore) come se fosse un Dio/profeta destinato un giorno a liberarli ed a concedere a tutti i nati dalla vasca gli stessi diritti dei nati dal ventre, gli umani.

Un grande romanzo, nonostante la risoluzione un po' deludente della linea narrativa riguardante la torre, su cui si crea troppa aspettativa. La descrizione della società androide e dei due approcci che segue nella sua lotta, politico e religioso, riprende molto fedelmente i movimenti per i diritti di neri negli Stati Uniti del secolo scorso, senza che questo parallelo faccia perdere di forza alla storia.

Nessun commento:

Posta un commento