lunedì 23 febbraio 2015

Pony express - Gianfranco Spinato

Pony express, journal.

Un giovane perduto e senza ambizioni, chiuso in casa a vivere senza uno scopo giorno dopo giorno, riceve una telefonata che lo smuove dalla sua apatia, viene scambiato per un vecchio inquilino del suo appartamento, un pony express, e decide di stare al gioco, mettersi sulla strada e fingersi quel fantomatico Delta Uno che tutti cercano.

Poco dopo iniziano a succedergli cose sempre più strane e surreali, viene seguito, la sua immondizia frugata, il suo appartamento perquisitito. Il Delta Uno originale (omonimo/alterego dell'autore) lo contatta e lo mette in guardia.

Con la scusa di una sorta di indagine psicologica sullo sfondo di una Milano fredda e inospitale, il romanzo diventa sempre più sconnesso e psicotico, aumentano le uscite grafomani del protagonista, senza scopo alcuno oltre a fare atmosfera, I personaggi si confondono e diventa sempre più improbabile la narrazione.

Solo nelle ultime pagine Spinato torna di colpo ad uno stile asciutto da documentari, spiegando in maniera concisa e precisa cosa fosse successo e il perché di tutti i problemi affrontati nel racconto. Forse si è accorto che Pony Express diventava sempre più illeggibile e che anche se qualcuno fosse riuscito a vedere dietro a tre veli di psicosi, non avrebbe capito la "soluzione" al mistero senza un aiuto esplicito da parte dell'autore. Forse lasciar sfumare il racconto nell'oblio e nella confusione sarebbe stato un requiem più appropriato.

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