venerdì 5 giugno 2015

Cronache di Gerusalemme - Guy Delisle

Guy Delisle, l'autore, vola a Gerusalemme con la moglie in missione per Medici senza Frontiere. Reduce da altre missioni simili in cui ha descritto paesi turbolenti in dei reportage a fumetti, inizia ad esplorare, osservare e disegnare quel che succede in un mondo alieno e dagli equilibri precari.

Delisle ci guida in un labirinto fatto di mura, tradizioni dalle origini più disparate, checkpoint, interrogatori. Dove ognuno vive la religiosità in maniera estrema in ogni direzione dello spettro, dalla laicità all'ortodossia prossima al fanatismo. Ci porta a scoprire accordi e convenzioni stratificate nei secoli senza mai essere state messe in discussione, completamente impermeabili alla modernità e alla ragione che tentano disperatamente di farsi ascoltare.

Gerusalemme si rivela essere un luogo estremamente vivace e vario, per un autore che sa coglierne i vantaggi di Nodo delle culture, pur senza dimenticare gli aspetti peggiori, i bombardamenti, i lanci di pietre, la violenza come componente di ogni giorno, i balletti delle colonie.

Cronache di Gerusalemme fa riflettere su quanto sia complesso il problema palestinese, quante forze ci siano in gioco, quanti elementi fuori controllo. L'autore vive in questo ambiente un anno intero, immerso e dedito all'esplorazione diretta, e riesce appena a capire ed intaccare la superficie delle tensioni religiose.
L'approccio spesso umoristico ha un fondo così pesante di cupo pessimismo da generare solo risate tristi e troppo consapevoli che non c'è risata che possa cambiare la situazione.

Ci sono sempre delle frontiere.

Alfabeto pirandelliano - Leonardo Sciascia

In questo librino, Sciascia commenta Pirandello in maniera non accademica e non lineare, ma molto piacevole da leggere.
Alfabeto pirandelliano è una raccolta di note su persone che hanno influito sulla vita e sulla produzione di Pirandello, sui critici che ne hanno discusso, su autori e temi importanti. Si parla della Sicilia in ogni accezione possibile, economica, storica, culturale. Si parla dell'Italia, si parla dei suoi personaggi e del loro rapporto con l'Autore.

Alcuni capitoletti, certo, sono delle supercazzole da letterato, di quelle che farebbero venir mal di pancia alla vittima dell'analisi, ma è un peccato della critica letteraria all'Italiana, non c'è modo di liberarsi di questa attitudine.
Altri sono dei piccoli capolavori, come lo studio etimologico della parola "Cristiano" nella lingua Siciliana delle varie provincie, come partendo dallo scarno significato di "persona" vada ad indicare lo sconosciuto con cui non si hanno rapporti di sangue, contrapposto ai famigliari.

Mi piace davvero questa Sicilia presentata non "a la Camilleri", ma da due voci asincrone di vero spessore culturale, capaci di comunicare e trasmettere il loro amore non solo nel piccolo ristretto circolo del Bar Mongibello ma a tutto il mondo.

martedì 2 giugno 2015

Il gusto del cloro - Bastien Vivès

Leggere questo fumetto è come tenere il fiato, buttarsi in piscina e fare una vasca senza mai riemergere per respirare. Viene voglia di nuotare più in fretta possibile, perché ci si sente soffocare e si sta male, ma si deve mantenere un ritmo più lento e regolare per non bruciare tutto l'ossigeno e rischiare di fermarsi prima.

I colori, i ritmi, gli spazi di Il gusto del cloro sono semplicemente perfetti.
Il protagonista, in piscina come terapia di riabilitazione, scopre l'acqua ed i movimento associati all'acqua, grazie ad un incontro fortuito. Noi seguiamo questo avvicinamento con scene che alternano in maniera naturale visioni dall'esterno e dall'interno. Soffitti fissati in maniera meccanica e distaccata durante le vasche a dorso, i più disparati personaggi da bordo vasca che continuano con la loro vita.

Ci sono pochissimi dialoghi, proprio come in piscina. Le tavole riescono in un modo che mi è oscuro a trasmettere il suono ovattato delle voci a pelo d'acqua, lo sciabordio delle piccole onde che colpiscono i bordi della piscina, i tuffi sordi e lontani che si sentono quando si è immersi.

Questo fumetto è un'esperienza difficile da raccontare, ma che merita ogni attenzione e vanto ricevuti negli anni.

mercoledì 27 maggio 2015

La fantascienza è on-line


Segnalo questa notizia un po' datata ma riportata in vita di recente sui social media dai volontari del progetto Manuzio.

Da questo mese la biblioteca di Liber Liber accoglie tre dei migliori romanzi di fantascienza italiani, due dei quali anche vincitori del massimo riconoscimento per il genere: il Premio Urania, della Mondadori. Eccoli:
Puoi leggerli on-line o scaricarli gratuitamente sul tuo computer, come per gli altri 700 libri on-line, dai saggi (Umberto Eco, Sylos Labini, ecc.) ai grandi classici (Omero, Dante, Foscolo, ecc.), dai manuali (Internet 2000, Guida a Internet della EFF, POV-Ray, ecc.) ai massimi capolavori del ‘900 (Pirandello, Deledda, ecc.).
Attenzione! In occasione di questo lancio, e appositamente per i lettori di Liber Liber, Francesco Grasso ha scritto la scheda introduttiva a “2038: la rivolta“.

Un sincero ringraziamento agli autori Francesco Grasso e Massimo Mongai e alla casa editrice Mondadori per averci concesso la liberatoria per i libri. Un sentito ringraziamento anche ai bravissimi illustratori che ci hanno spedito le loro proposte per il lancio di questa iniziativa, e in ultimo ma non ultimo, al bravissimo Dante Petaccia, autore dell’illustrazione selezionata.

giovedì 21 maggio 2015

Indagine su Tankur - John E. Stith

 Urania 1108, 27 Agosto 1989

Tankur è un pianeta che possiede una strana caratteristica: rivolge sempre la stessa faccia al proprio sole. Tre razze aliene abitano il pianeta, assieme agli umani, che vi sono sbarcati secoli addietro. La vita vi scorre, tra alti e bassi, con serena tranquillità: c'è persino una missione archeologica terrestre che sta studiando alcuni antichissimi manufatti alieni venuti alla luce. All'improvviso però qualcosa accade: in una costruzione d'origine non-terrestre vengono scoperti due cadaveri, e dell'indagine viene incaricato un detective terrestre, Ben Takent. Che subito si trova di fronte a una serie di misteri: chi può averli uccisi in una stanza che appare chiusa dall'interno? Chi è, e cosa vuole, la sua misteriosa cliente, che gli sta scandalosamente mentendo? Chi erano gli antichi abitatori di Tankur? Ed è proprio vero che si sono estinti? Tante domande che richiedono una risposta veloce, perché tempi gravi si preparano.
In Indagine su Tankur ho trovato una delle mie ambientazioni teoriche preferite, il pianeta che rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella. Stith ne studia la dinamica in maniera più sociale che fisica, il tipo di popolazioni che lo abitano, i risvolti psicologici di una vita sempre al sole e senza la luce a mantenere i bioritmi. Molto simile alla vita in astronave, ma senza un buio rassicurante all'esterno, solo calore e luce perenni ed angoscianti.

Indagine su Tankur è un libro che fa sentire caldo al lettore, pagina dopo pagina. Il fatto che sia un giallo archeologico non aiuta certo, richiamando immagini di scavi in Egitto e di altro caldo, altro sudore, altra sabbia.

Guardando oltre l'ambientazione, il giallo è quasi onesto. Non abbiamo davvero gli elementi per capire la parte fantascientifica della soluzione, solo quella umana riguardante i furti dallo scavo archeologico, che si risolvono in fretta e portano con naturalezza alla fase di esplorazione ed interazione aliena.
Ben Takent è un buon protagonista di cui leggerei con grande piacere altri racconti, è acido, intelligente e fa battute inappropriate. Le scenette di interazione nei bar e nei "vicoli scuri" tipiche dell'hard boiled ma reinterpretate su un pianeta di mezzogiorno eterno, sono degne di una vita indipendente come racconti comico-fantascientifici.

Le Hive Ship dei Wraith di Stargate Atlantis sono incredibilmente simili alla nave Womper esplorata in questo romanzo, e gli stessi Womper hanno un atteggiamento simile verso il mondo. È difficile immaginarli con un aspetto diverso, dopo aver visto SGA.

mercoledì 20 maggio 2015

Norby il robot stravagante - Janet Asimov & Isaac Asimov

Norby è un robot incredibilmente vintage, l'idea di robot uscita dalla televisione degli anni '70, più che un robot prodotto dalla famiglia Asimov (solo la moglie, in realtà, Isaac Asimov si limita a correggere le bozze e prestare il nome per aumentare le vendite).

Norby è un bidone, letteralmente, riempito con un vecchio robot migliorato con tecnologia aliena non meglio identificabile, che lo rende all'avanguardia, sofisticatissimo e dotato di un pessimo carattere.
Norby non obbedisce neppure alle leggi della robotica, ma nessuno sembra preoccuparsene in questa distopia umoristica, neppure il "suo" umano Jeff, altrettanto ribelle verso il mondo.

La storia lascia poco, c'è un cattivo di poco spessore e con un ruolo marginale. L'intero racconto è un'opera di cisellatura sul personaggio di Norby, col chiaro intento di sfruttarlo in una serie più complessa.
Il target sono i ragazzi, ma non lo raccomanderei tra i primi libri di fantascienza. Meglio vederne una versione più "pura" o semplicemente d'epoca, evitando un libro fatto di allusioni e ammicchi ad altre opere ripere in chiave comica. Si perderebbe tutto il sottotesto rendendolo meno godibile.

Il robot stravagante non è né promosso né bocciato per ora. Spero che nel resto della saga si dia un senso alla sua storia e si inserisca nei canoni di Asimov.

mercoledì 13 maggio 2015

L'allenatore - John Grisham

A volte i libri ti scelgono per caso.
Ricordo con grande piacere Il professionista, di Grisham, la storia di un giocatore di football dalla carriera in picchiata, costretto a ripiegare su una squadra italiana, i Panthers Parma, per nascondersi e riprendere controllo della sua vita.

L'allenatore sembrava rientrare in questo filone di racconti sportivi, quindi gli ho dato una speranza.

Non è all'altezza, ma essendo molto breve lo si scorre comunque con piacevolezza, senza mai soffermarsi sugli sconosciuti dettagli tecnici del football (una lunga interminabile scena con una cronaca di partita commentata, completamente oscura per il lettore medio italiano...), ma concentrandosi sui personaggi in azione.

Messina (nell'entroterra americano, ogni similitudine con altre Messina è del tutto casuale) è una piccola città in cui tutto ruota attorno alla squadra liceale di football, che per decenni ha portato successi e glorie, dando un motivo d'orgoglio agli abitanti. L'allenatore di questa squadra è da sempre coach Rake, infame e adorato. Lo spunto per il racconto è il ritorno da ogni parte d'america di tutti i suoi giocatori, al momento della sua morte.

Non c'è una vera storia, solo un segreto molto blando da rivelare ed una riflessione sull'agonismo nello sport, sull'effetto della competizione, sulle aspettative soddisfatte e infrante che si possono creare in un adolescente osannato per i suoi successi sportivi che non riesce mai a ricreare questa sensazione nella sua vita successiva. Pesano di più i danni o il senso di appartenenza che si crea in una vera e propria setta di "figli di Rake"?